Massaggi a 30 euro, ma le signorine non hanno i titoli

La diffusione dei centri estetici cinesi è un fenomeno in crescita, la Questura ne ha controllati tre e li vuole far chiudere perché le operatrici non hanno l'attestato di estetista

I centri massaggi cinesi si sono diffusi anche a Varese. La Questura li ha controllati, in questi giorni, rilevando qualche irregolarità ma senza incrociare prostitute. Sono tre, in particolare, gli esercizi che la sezione di polizia amministrativa guidata da Franco Novati ha ispezionato: in via Piave, via Morosini e viale Aguggiari. Nel primo caso, sono state trovate due massaggiatrici che lavoravano in nero e così anche nel secondo esercizio. Nel terzo invece le massaggiatrici erano in regola. Tuttavia, questo genere di attività è soggetto ad autorizzazioni e regole che tutti e tre i centri non hanno rispettato. Il massaggio estetico è soggetto alla normativa regionale e solo un’estetista diplomato lo può effettuare.

I tre centri avevano sì un responsabile dotato di regolare diploma (in un caso era un’italiana di 75 anni) ma i soggetti abilitati non erano realmente presenti nel negozio. In molti si chiedono se in questi centri, anche a Varese, si pratichi o meno la prostituzione. In questo caso, la risposta è no. La polizia non ha rilevato attività illecite. Ha invece arrestato un marocchino clandestino perché inottemperante al decreto di espulsione. Per sfortuna sua, era in un centro benessere mentre sono arrivati i poliziotti. L’ispettorato del lavoro (sotto la guida del dottor Luigi Nappa) ha comminato sanzioni per un totale di 25mila euro, la Asl (ai comandi del dottor Gianfranco Macchi) ha rilevato qualche piccola infrazione.

La Questura ha disposto la chiusura di due centri e ha chiesto la chiusura anche del terzo. La Polizia proporà al comune la revoca dell’autorizzazione. Il costo di queste prestazioni va dai 30 ai 40 euro.

I pazienti vengono fatti spogliare e viene fornito loro un perizoma di carta. Sono massaggi che fanno male alla salute? Dipende, ma in generale Asl, polizia e ispettorato del lavoro fanno rilevare che qualunque prestazione praticata da chi non ha titolo può essere potenzialmente dannosa. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 settembre 2010
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