Mauro Della Porta Raffo e la vita spericolata

L'avvocato Fabio Bombaglio è stato inserito a sua insaputa nella lista dei possibili membri della giunta del Gran Pignolo: "Ha evitato l’ultima trappola chiamando in causa il più forte dei protettori e il più grande dei traditi"

Sulla Prealpina di oggi, martedì 28 settembre, è apparsa la seguente lettera a firma avvocato Fabio Bombaglio, dal titolo "Anche Lui toppò":
 
Caro Direttore,
mi ha molto inorgoglito leggere il mio nome in una lista prestigiosa come quella dei potenziali assessori della giunta di Mauro Della Porta Raffo riportata dalla Prealpina di sabato 25 settembre. Purtroppo ad un esame minimamente autocritico, credo che l’unica mia vera attitudine alla politica sia quella dell’età: in effetti mi mnaca poco a poter beneficiare della condizionale lunga. Mi spiacerebbe molto se l’amico Mauro se ne avesse a male ma devo ricordargli che anche Nostro Signore, fattosi uomo, quando ebbe a formare una giunta di dodici persone almeno su un nominativo toppò clamorosamente. Un grazie e un saluto cordialissimo.
 
Avv. Fabio Bombaglio – Varese 
 
Cinquant’anni fa, quando avevo cinquant’anni di meno e credevo indispensabili al mondo le mie certezze, mi capitava di ascoltare con indifferenza, volte anche con aperta insofferenza, anziani interlocutori che lodavano il loro tempo passato e a noi giovani profetizzavano un buio futuro se non ci fossimo ravveduti. Di recente ho avuto modo di ricordare eventi e personaggi della nostra cara Varese degli Anni 60 e 70, in particolare i protagonisti della vita politica arrivando a una conclusione che avrebbe potuto marchiarmi come un nonno ormai ricco di stagioni e rompiscatole: infatti ho detto chiaro e tondo che quelli per noi giornalisti sono stati i migliori anni della nostra vita. E’ accaduto invece che giovani leve mi abbiano chiesto notizie più dettagliate di quell’ età dell’oro mentre varesini più anziani si siano uniti a me nel rimpianto. La ragione di questi atteggiamenti è molto semplice: i tempi sono disastrosi e può capitare che al vissuto di noi anziani si guardi quasi con invidia. Oggi dove c’è politica c’è spesso odio, in passato invece a formidabili scontri ideologici seguivano nel privato rapporti fatti di rispetto se non di amicizia. Oggi le istituzioni sono un ring dal quale si scende pieni di rancore meditando vendette e rivincite. E si tirano colpi bassi pure ai giornalisti nel tentativo di dirottare chiare responsabilità o coprire autentiche porcherie. E’ stata la spassosa lettera di Fabio Bombaglio alla Prealpina a farmi ritornare di colpo al clima del ’60, è stato il suo cognome a ricordarmi il missino zio Luigi, stimato da avversari di pari livello: i comunisti Vaghi e Morandi, i democristiani capeggiati dal sindaco Ossola, il socialista Lozito, il liberale Lanzavecchia e mi fermo perché dovrei fare più di 50 nomi. Gente che si batteva per la città avendo idee contrapposte, ma che poi alla fine della seduta del Consiglio comunale spesso si trovava al bar o al ristorante per essere semplici cittadini amici. La Varese del boom, che ha scalato le classifiche nazionali, è stata accompagnata e aiutata da questa politica.
Il declino della città si è iniziato quando la politica involgarendosi prima e dedicandosi poi alla pirateria ha indotto professionisti e imprenditori alla fuga da Palazzo Estense; oggi il loro ritorno è lento e cauto, la Lega ha trovato gli uomini giusti nel momento meno felice.
Fabio Bombaglio ha evitato l’ultima trappola chiamando in causa il più forte dei protettori e il più grande dei traditi. La sua scelta mi sembra anche un consiglio a Mauro Raffo. Non sarà accettato, Mauro è un fan di Vasco Rossi. Gli piace la vita spericolata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 settembre 2010
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