Neuropsichiatria infantile, cresce la domanda sul territorio

Nell’Aula Magna dell’istituto di Biologia di Varese si è tenuta la prima conferenza territoriale. Quasi 15 mila le prestazioni erogate dal 2005 al 2009

Nell’Aula Magna dell’istituto di Biologia di Varese si è tenuta la prima conferenza territoriale di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza. Nella parte introduttiva sono state illustrate le linee di indirizzo per la neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lombardia. Molti gli argomenti affrontati: l’importanza del dialogo tra i diversi soggetti, il coordinamento delle risorse per  garantire la presa in carico del minore e della sua famiglia a protezione delle molteplici vulnerabilità tipiche dell’età evolutiva, la costituzione del coordinamento di tutti i servizi Uonpia (unità operativa neuropsichiatria infanzia adolescenza) della Lombardia.
I relatori hanno evidenziato la costante crescita, nel periodo 2005-2009, della domanda di presa in carico aumentata da 4.000 a 9.000; 14.640 il totale delle prestazioni erogate, di cui il 26% per diagnosi, il 47% per prestazioni riabilitative, il 18% per psicoterapia e suppporto psicologico.
Per eliminare il disagio  delle lunghe attese per accedere alle prestazioni c’è stato un aumento di budget, 300 mila euro  negli ultimi due anni, a favore dei Crs. Inoltre, il consolidamento e lo sviluppo di un sistema integrato di servizi (pubblici e privato sociale) ha permesso maggior efficacia nella diagnosi e cura di bambini autistici, cura di adolescenti con psicopatologie acute e nella definizione di protocolli operativi per le scuole per il sostegno didattico a favore di soggetti disabili.
Non mancano le criticità nella neuropsichiatria infantile. L’elenco delle mancanze è lungo e articolato: assenza di un sistema informativo condiviso, carenza di un collegamento coerente in rete delle strutture sia a livello aziendale che interaziendale, carenza di continuità di cura con la  presa in carico nelle fasi di passaggio all’età adulta (servizi psichiatrici, inserimenti lavorativi), carenze di condivisione di percorsi per l’inserimento sociale e lavorativo dei soggetti disabili, carenza di struttura ospedaliera e di unità di urgenza e emergenza per la neuropsichiatrica infantile. A Varese, infatti, non vi è un reparto a ma solo un day hospital, carenza di risorse territoriali e riabilitative sopperite da istituzioni private accreditate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2010
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