“Ogni comunità religiosa abbia un luogo di culto”

Le parrocchie al fianco di don Franco Carnevali: il consiglio pastorale di Santa Maria Assunta, Ronchi e Sciarè firma un documento di solidarietà al prevosto, dopo gli attacchi del Giornale

Se l’arcivescovo Tettamanzi chiede di dare un luogo di culto ai musulmani che vivono qui, gli rispondono di aprire lui i palazzi e le proprietà della diocesi. Poi, quando un parroco lo fa per davvero, si becca una bella accusa di vigliaccheria e di apostasia, come è successo a don Franco Carnevali, prevosto di Gallarate, accusato di aver tradito il Vangelo e gli stessi cristiani gallaratesi offrendo uno spazio alla comunità islamica per il Ramadan. Ora però il popolo delle parrocchie gallaratesi si fa sentire, con una presa di posizione chiara: «L’ospitalità offerta dalla comunità cattolica, nel segno di una cordiale fraternità nella fede nel Dio di Abramo, risponde ad un bisogno e costituisce auspicio perché ogni comunità religiosa abbia un luogo di preghiera».

Il documento è stato votato venerdì dal consiglio pastorale della Comunità Pastorale San Cristoforo, che riunisce tre parrocchie gallaratesi (Santa Maria Assunta, Ronchi e Sciarè). Di fronte all’attacco del Gallarate: le parrocchie in difesa del prevosto attaccato dal GiornaleGiornale, il consiglio pastorale «manifesta la propria piena fiducia nella guida pastorale di Mons. Franco Carnevali, da anni convinto assertore della necessità del dialogo interreligioso, che, lungi dall’essere in contrasto con il Vangelo di Gesù, si propone di attuare uno dei suoi messaggi più importanti». Il documento richiama anche la coerenza della posizione di don Franco e della chiesa locale «con l’insegnamento dell’Arcivescovo di Milano, Card. Dionigi Tettamanzi, che nel suo discorso alla Città di Milano del 5 dicembre 2008 sollecitava il rinnovamento della vita civile nel segno del dialogo» e «con quanto già il Card. Carlo Maria Martini chiedeva nel suo discorso alla Chiesa e alla Città di Milano il 6 dicembre 1990, in continuità, altresì, con il Consiglio delle Chiese Europee, che nel documento di studio del Comitato “Islam in Europa” (2003) chiariva il valore e le modalità del dialogo con i musulmani».

 
Anche quest’anno il Ramadan si celebra nel tendone allestito a spese della comunità islamica nel cortile messo a disposizione gratuitamente dalla parrocchia di Arnate.
La posizione del “parlamentino” delle parrocchie gallaratesi risponde anche alle accuse – più o meno esplicite, a livello locale come nel dibattito sui giornali nazionali – di chi parlava di separazione tra la posizione dei preti e quellaGallarate, la parrocchia ospita i musulmani per il ramadan dei fedeli. Il documento è nato proprio dai fedeli gallaratesi, che settimana scorsa erano rimasti sgomenti di fronte all’articolo di Ida Magli. E anzi, il consiglio pastorale richiama ulteriormente anche l’intera società e gli amministratori civili: «La decisione di ospitare su un terreno parrocchiale la comunità islamica riunita in preghiera è determinata dal protrarsi di una situazione che da anni genera incomprensioni e animosità incresciose. L’ospitalità offerta dalla comunità cattolica, nel segno di una cordiale fraternità nella fede nel Dio di Abramo, risponde ad un bisogno e costituisce auspicio perchè ogni comunità religiosa abbia un luogo di preghiera che non sia ne precario ne provvisorio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 settembre 2010
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