Parte la petizione di Legambiente: stop ai sacchetti di plastica

Il circolo di Varese: "Necessaria regia del Comune per raggiungere anche qui il risultato"

Legambiente lancia in tutta Italia una petizione per chiedere lo stop alla commercializzazione dei sacchetti di plastica.  Dal sito www.puliamoilmondo.it si può sottoscrivere il testo che chiede al Ministero dell’Ambiente di non prorogare il divieto. Il Governo Italiano aveva infatti recepito la direttiva europea che impone il divieto a distribuire e commercializzare i sacchetti di plastica con l’approvazione della Finanziaria 2007. Il termine del 2010 fissato da quella Finanziaria è stato poi prorogato, da un’altra decisione del Governo, al gennaio 2011.

A Varese il circolo ambientalista locale rilancia l’iniziativa annunciando la possibilità di firmare la petizione tutti i giorni da lunedì a venerdì nella propria sede in piazza De Salvo e nella sede di altre associazioni amiche come Auser, Spi Cgil, Movimento Consumatori, oltre che nei banchetti che i volontari allestiranno in piazza. Legambiente Varese chiede inoltre al Comune un impegno perché la città si unisca alle altre che, in tutta Italia, hanno già emesso un’ordinanza.
“Siamo molto contenti che alcuni supermercati anche qui si siano già mossi nella direzione della promozione di sacchetti biodegradabili, riutilizzabili e riciclabili – dichiarano i rappresentanti del Cigno Verde -. Sarebbe importante però unirsi a città come Torino, Arezzo, Cesena, Ercolano che hanno già applicato sul loro territorio il divieto agli shoppers in plastica”
“Attendiamo che il Comune prenda in mano la regia per cogliere questa occasione per mostrare attenzione verso l’ambiente” concludono gli ambientalisti varesini

Il danno ambientale dei sacchetti di plastica
In Italia consumiamo 15 miliardi di sacchetti in un anno, 250 a testa (compresi i neonati!).
Un numero impressionante, se consideriamo che: perdurano nell’ambiente per 200/400 anni, hanno una vita utile brevissima, si disperdono nel territorio, nei nostri boschi, nei mari.
Anche quando si degradano alla luce (raggi ultravioletti) e al calore, si frammentano e disperdono nell’ambiente composti pericolosi. Riciclare o rimuovere dall’ambiente i sacchetti, insomma, costa molto di più che produrli.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 settembre 2010
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