Pdl: i finiani stiano fuori

Il partito chiede ai ribelli di non partecipare più alle riunioni. Gli assessori? La Russa: "Si vedrà caso per caso"

Il Pdl ha chiesto ai finiani di non frequentare più il partito. La richiesta è stata rivolta, senza mezzi termini, dai dirigenti lealisti, durante il coordinamento provinciale che si è svolto giovedì sera a Gallarate. Il coordinatore varesino Rienzo Azzi lo ha annunciato, venerdì sera, durante la riunione aperta del partito, nella sala del collegio De Filippi di Varese, dove sono intervenuti tra centinaia di militanti, il coordinatore regionale Guido Podestà, il ministro della difesa Ignazio La Russa. Una chiamata in grande stile, a cui la base ha risposto in forze, per sottolineare la presenza di una solidissima maggioranza a favore di Berlusconi anche sul territorio. Erano presenti tutti i big locali del partito dal senatore Tomassini, all’assessore Cattaneo, i sindaci e gli assessori delle pubbliche amministrazioni, direttori di ospedali, presidenti di aziende pubbliche.

Il popolo del Pdl aveva voglia di sentire parole chiare sulla vicenda Fini. I ribelli non si sono chiamati fuori dal partito e permangono in una situazione di ambiguità che agli ex amici appare sbagliata e insopportabile. Fino a nuovo ordine, saranno considerati della stessa maggioranza ma nel partito non ce li vogliono più. Gli assessori? La Russa dice: "Si vedrà caso per caso". Questo è chiaro a tutti, tanto è vero che gli interventi più applauditi sono stati proprio quelli che hanno sottolineato il tradimento delle idee, da parte di Fini, che hanno portato alla nascita del Popolo della libertà. Per Ignazio La Russa il Pdl ha una giustificazione storica molto profonda e antica: “Già nel 1946 gli sconfitti che venivano chiamati neofascisti proposero una grande alleanza anticomunista che riunisse gli italiani di buona volotà, e quando questo sogno si è avverato, 63 anni dopo, è pazzesco che qualcuno lo abbia abbandonato”.

Secondo il ministro (che ha celebrato come tutti in sala un minuto di silenzio per il militare morto in Afghanistan e he parlato con sincera commozione delle famiglie dei soldati), Fini ha cambiato bandiera perchè gli è antipatico Berlusconi, e perchè si aspettava di avere un ruolo più gratificante. Ha poi attaccato l’ex capo, dicendo che in campagna elettorale non ha fatto politica per la Polverini mentre adesso dice che può fare politica per Futuro e Libertà quando non veste i panni di presidente della camera. Si è poi preso applausi a scena aperta – anche dal senatore Tomassini – quando ha criticato l’idea di Fini di definire il fascismo male assoluto: “Le leggi razziali sì furono il male assoluto ma definire così venti anni di storia italiana è stato un errore”. La Russa ha poi parlato dei suoi figliocci a Varese, sottolineando che Marco Airaghi, presente sul palco, prenderà il posto che fu di Luca Ferrazzi (oggi finiano) e diventerà vicecoordinatore provinciale del partito. “Marco Airaghi si è comportato in maniera ben diversa da Ferrazzi e quando non è stato eletto ha continuato a credere nel partito, mi lega a lui una amicizia fraterna”. Airaghi da par suo lo ha sottolineato anche nel suo discorso e il suo legame con La Russa è oggi anche più forte dopo che il ministro lo ha nominato nella Agenzia della difesa.

Ferrazzi, invece, era stato già scaricato prima. Il ministro non lo aveva indicato come assessore in Regione perchè a Mantova un altro ex An aveva fatto un exploit di voti. La Russa aveva però promesso all’escluso che sarebbe presto venuto il suo turno. "E’ bastato così poco per farlo andare via" ha chiosato il ministro. Ferrazzi è nel mirino e adesso si prende anche la battuta dell’ex capo che fa ridere tutta la platea Pdl. “Quando gli ho chiesto come mai non era stato eletto in regione per soli cento voti, sapete cosa mi ha risposto? – ha ironizzato La Russa – è colpa di Fini che va in giro a dire che dà il voto agli immigrati….”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 settembre 2010
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