“Pdl? Non c’è la sede, non c’è il partito”

Il travaglio tra i militanti del partito di maggioranza che dopo la fusione non ha ancora trovato un immobile dove esporre i propri simboli

C’è qualche malumore nelle fila del Pdl e il motivo è la mancanza della sede cittadina, dopo che il partito ha dovuto abbandonare piazza Carducci perché nessuno pagava più le quote dei contributi volontari. Ufficialmente il Pdl è compatto e le votazioni che contano hanno finora dimostrato una certa coesione. Tuttavia è anche vero che c’è un malessere sotterraneo di chi spiega la vicenda della mancanza di una sede, come una metafora di che cosa sia oggi a Varese – e forse non solo – il partito. Durante un’occasione pubblica, alcuni giorni fa, esponenti del Popolo della libertà si sono confrontati informalmente. Il succo del loro pensiero è questo:

«Non c’è la sede perché non c’è il partito – ha spiegato uno di loro – prima della decisione di Berlusconi di rimescolare le carte e di fondare il Pdl fondendosi con An, ci stavamo strutturando in maniera precisa e organizzata nel territorio. Oggi invece questo processo è stato rallentato se non addirittura azzerato, e la storia delle sede è lo specchio di questa situazione». In effetti, se un simpatizzante, oggi, volesse iscriversi al Pdl di Varese non saprebbe dove andare.

La mancanza di una struttura più organizzata è uno dei problemi di una parte dei berlusconiani, tanto quanto il problema dei finiani.

Fuori di metafora, il problema della sede è stato risolto grazie a un tour tra le sedi delle associazioni legate alle correnti del Pdl: Liberamente Politica, Agorà, Ricordare il futuro (oggi finiana).

Il segretario cittadino Aldo Colombo (formigoniano) è stato nominato dopo mesi di confronto tra le componenti e ammette che si è perso un po’ di tempo. Per trovare una soluzione, Colombo e gli altri del direttivo hanno trovato una soluzione formale. Costituire un’associazione, proprio in questi giorni, che certifichi nero su bianco i versamenti dei militanti, a garanzia del fatto che tutto si svolga con equità e alla luce del sole. Quanto alla mancanza di riunioni, incarichi, strutture, il segretario cittadino la pensa così: «Il nostro è un partito leggero e dunque è normale che abbia meno strutture di altri – sottolinea – chi vuole discutere e intervenire lo può chiedere, non è detto che si debba aspettare decisioni dall’alto per confrontarsi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 settembre 2010
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