Piano della Regione, ecco come voteranno i consiglieri varesini

Le reazioni dei cinque consiglieri regionali eletti in provincia di varese al Programma di sviluppo regionale che verrà votato martedì in Consiglio regionale

Un buon piano per la maggioranza, un elenco di linee guida troppo generiche per l’opposizione. Obiettivi strategici da realizzare grazie al federalismo fiscale per la Lega Nord, un programma scritto senza fare i conti con i tagli di Tremonti per il Partito democratico. Insomma, martedì 28 settembre in Aula maggioranza e opposizione saranno divise sul voto al Piano regionale di sviluppo che contiene anche impegni per la provincia di Varese. Divisi sul voto e sulla valutazione del documento anche gli esponenti varesini del Pdl Rienzo Azzi, della Lega Nord,  Longoni e Luciana Ruffinelli e del Partito Democratico Alessandro Alfieri e Stefano Tosi.  
 
Un piano approvato dagli enti locali, da tutti i livelli territoriali, ma anche dagli elettori. A sostenerlo è consigliera leghista Ruffinelli. «Il Prs amplifica il piano di governo presentato da Formigoni ed è una declinazione del programma lettorale con cui abbiamo vinto». Secondo l’esponente del Carroccio con questo piano i cittadini «vedranno realizzarsi quello che abbiamo promesso. Il nodo cruciale è sicuramente quello delle infrastrutture che, in una zona così evoluta e densamente popolata, devono funzionare anche per lo sviluppo delle nostre imprese».
Scende nel dettaglio il collega di partito Longoni. «Mi sono occupato principalmente degli aspetti legati all’ambiente. Per il nostro territorio, sono riuscito ad ottenere maggiori fondi per lavori di riqualificazione per l’Olona, oltre che per il Lambro e il Seveso». L’esponente leghista sottolinea con orgoglio la «spinta data dal mio partito in direzione del rilancio dell’economia e del lavoro. Penso soprattutto all’approvazione di "Made in Lombardia" per assegnare contributi alle imprese che producono sul nostro territorio e non delocalizzano. Abbiamo pensato anche allo sviluppo sostenibile e alla green economy come volano per l’occupazione».  
Sulla piena realizzazione dei vari obiettivi, Ruffinelli si dice «non ingenua, ma fiduciosa. Abbiamo la spada di Damocle delll’Expo su di noi e si sa che quando ci sono in vista delle date importanti si accelerano sempre i progetti. Sulle risorse, nel criticare l’opposizione tralascia volutamente il tema del federalismo fiscale: quando arriverà avremo risorse subito risorse fresche sul nostro territorio».
 
Una "soluzione" quella del federalismo fiscale che non convince il Pd. «Questo – commenta il consigliere Alfieri – è un programma concepito e studiato prima delle manovra economica con cui il ministro Tremonti affossa le autonomie locali. Nel dibattito politico si continua a parlare del federalismo fiscale che sta per arrivare, ma ci si dimentica che il 2011 sarà l’anno più duro per le Regioni e gli enti locali». Secondo Alfieri le linee guida del Prs sono comunque troppo generiche e «ci sono troppe affermazioni di principio che andrebbero specificate. Senza contare che ci sono accordi di programma che non partono e restano al palo. L’unificazioni delle stazioni di Varese, ad esempio, era presente anche nel Prs della scorsa legislatura. Avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello della giunta di Fontana e invece siamo fermi a un paio di convegni».
Accordo di programma fermo anche quello per il quartiere Biumo, ricorda Tosi del Pd. «Con quello delle stazioni sono due esempi emblematici. Ma ci sono altre carenze nel piano, a partire dalla gestione dell’impatto delle infrastrutture su un territorio densamente popolato come Varese. Bisogna capire che impatto avranno opere come Pedemontana e l’Arcisate-Stabio. Nel Prs invece manca una programmazione territoriale e ambientale miglore rispetto a quella precedente» Tosi affronta anche un nodo centrale del documento, Expo 2015. «Ci sono alcune linee di tendenza che riguardano ad esempio le piste ciclabili e turismo, ma servirebbe uno sforzo maggiore. Varese è in una posizione stategica e avrebbe bisogno di trovare nella Regione un partner per valorizzare anche attività di ricerca universitaria, sanitaria e culturale».
Parere opposto per il pidiellino Azzi che invece proprio nelle linee generali del piano vede la sua forza. «Si tratta di un buon programma da cui si può capire chiaramente la volontà della giunta. Troppo spesso questi documenti sono dei tomi di centinaia di pagine piedi di numeri. Prodotti insomma che nesusno legge e da cui è difficile capire il senso generale». Secondo Azzi il Prs lascia sì «grande libertà di azione alla Giunta, ma la impegna anche per i prossimi cinque anni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2010
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