Piano di diritto allo studio: opportunità date e opportunità tolte

Il 13 settembre ad un giorno dall'inizio della scuola, anche Ferno ha approvato il suo Piano di Diritto allo Studio: la posizione del gruppo Uniti per Ferno

Riceviamo e pubblichiamo
 
Il 13 settembre ad un giorno dall’inizio della scuola, anche Ferno ha approvato il suo Piano di Diritto allo Studio.
 
La rapida enunciazione, fatta dall’assessore Gesualdi a pochi minuti dalla mezzanotte, parte con un messaggio sconsolante, che riassumiamo
in questi termini:
-c’è la crisi.
-i soldi dati ai Comuni sono sempre meno.
-abbiamo fatto il possibile per mantenere la scuola fernese al livello degli scorsi anni.
-non si è potuto finanziare il 100 % delle richieste.
 
Verrebbe innanzitutto da dire che se i soldi si fossero risparmiati rinunciando al superfluo come: costruire la statua alla rotonda sulla Provinciale o Ferno in Festa, forse la coperta sarebbe stata meno corta e le rinunce a cui siamo costretti sarebbero meno amare. Oggi il Piano di Diritto allo Studio che è stato in definitiva approvato, vede un taglio di circa il 10 % delle risorse, che il Comune non è riuscito a reperire.
 
Dell’impegno economico la parte più cospicua viene assorbita per il sostegno dei diversamente abili (secondo quanto prevede la legge
ex104) all’interno delle classi; un impegno giusto per il quale però abbiamo chiesto un’attenta verifica: vogliamo che i soldi spesi per i cittadini meno fortunati di noi, siano utilizzati bene, investendoli su persone professionalmente qualificate e in grado di rispondere pienamente alle aspettative. A detto dello stesso assessore alla partita, entro fine settembre tutti i progetti di sostegno saranno debitamente integrati della documentazione mancante.
 
Incredibile poi scoprire che nel 10% dei fondi non reperiti c’è il taglio del 100% del progetto di alfabetizzazione agli stranieri, sia nella scuola primaria, che in quella secondaria. Crediamo che i progetti, come il laboratorio della creta o il Consiglio Comunale dei ragazzi siano importanti per la formazione dei nostri studenti, ma non possiamo dimenticare che la funzione primaria dell’Istituzione Comuanale è garantire innanzitutto le pari opportunità per tutti.
 
La formazione alla cittadinanza inizia dalle scuole e la totale abolizione dell’alfabetizzazione agli stranieri è una grave mancanza e meriterebbe più attenzione.
Si rischia poi di trovarci fra qualche anno, a parlare di mancata integrazione quando questi vengono lasciati ai margini della società!
 
Crediamo, se solo ci fosse stata la volontà, che con un ulteriore sforzo sarebbe stato possibile conciliare il tutto.
 
Gruppo Uniti per Ferno

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 settembre 2010
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