Pochi posti letto in ospedale: “giudizio superficiale e approssimativo”

L'azienda ospedaliera replica alle accuse del PSI in base alla quale sarebbero stati chiusi troppi letti per il bacino d'utenza della struttura

Dopo l’accusa mossa dal PSI di saronno, pubblichiamo la replica dell’Azienda ospedaliera di Busto, Saronno e Tradate

«In un contesto dove la superficialità e l’approssimazione con il collante della supponenza danno dignità di docenza universitaria in materie non conosciute ma strumentali ad altro titolo, non suscita meraviglia la presa di posizione, tanto scandalistica quanto farfugliata, del volantino in questione.
 
Sulla base di tale presupposto, ne deriverebbe la conseguenza di trascurare l’enunciato alla stregua di un volantino commerciale trovato per strada.
 
Ma il medesimo senso civico che porta a cestinare la spazzatura nel relativo deposito, rende quantomeno utile proporre un cenno di risposta, tendente a sfatare i modi e i contenuti di approccio alle problematiche di carattere sociale e sanitario, la complessità dei quali è evidente sia nell’analisi delle necessità quanto nelle forme di soluzione nel rispetto delle risorse disponibili.
 
Quanto ai criteri di giudizio (posti letto) in ordine all’efficienza di un ospedale, il riferimento ai parametri richiamati è quantomeno inappropriato secondo gli indirizzi di verifica proposti e richiesti dagli Organi Superiori, i quali valutano l’attività svolta (ricoveri ordinari, attività ambulatoriale, di day hospital, di day surgery, ecc.).
 
L’evidenza oggettiva di funzionalità quotidiana oltre che di cantieristica strutturale, impiantistica, tecnologica, pregressa e attuale, nonché il potenziamento di alcuni servizi quali la Rianimazione e il Pronto Soccorso e l’istituzione di nuove realtà come la Radioterapia bastano sicuramente a disconfermare i proclami di approssimazione enunciati dal Psi Saronno.
 
Nell’aspetto contingente di evidenziata remissione di attività dell’Unità Operativa di Ortopedia, si informa, su autorizzazione del diretto interessato, che il rientro del primario, assente per malattia, è previsto tra qualche settimana.
 
Infine, si conferma la consueta disponibilità a qualsiasi confronto serio e professionale con dati operativi e piani evolutivi conformi alle necessità territoriali per non deformare in chiacchiere i bisogni reali».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 settembre 2010
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