Porterà il nome di Carlo De Bernardi il campo della Borsanese

Nato e cresciuto a Borsano, ebbe a Udine (con Del neri per compagno di squadra) e a Bergamo i punti più alti della carriera, poi due successi sulle panchine di Borsanese e Bienate-Magnago

Una nuova gloria sportiva della città trova una giusta intitolazione. È a Carlo De Bernardi (1952-2009), Carluccio per amici e tifosi, che sarà intitolato con una cerimonia domenica 5 settembre il campo da gioco della Borsanese calcio. L’iniziativa è stata presentata stamane presso la sede dell’Assb, che riunisce le società sportive bustesi,e prosegue nel solco di un indirizzo che ha già visto la dedica del campo del Busto 81 a Carletto Reguzzoni.
Con il presidente dell’Assb Gianluca Castiglioni il presidente dell’Us Borsanese Achille Broggi, che ha tratteggiato un ritratto sportivo e umano di De Bernardi, scomparso prematuramente lo scorso anno dopo uan lunga malattia; presente anche, con un pizzico di emozione, Luigi, uno dei fratelli del defunto ex giocatore ed allenatore.

«Con Carlo parliamo di un uomo che era ambito da un po’ tutte le società» così Broggi. Nato a Borsano, dunque giocatore "locale" per eccellenza, costruisce con un impegno quotidiano umile e concreto una carriera che lo porta ad alti livelli, distinguendosi come ala tecnica e buon realizzatore. Si forma sul campo della sua Borsanese, poi con Gallaratese, Mantova, Piacenza. Nella città emiliana in riva al Po conosce Gabriella, che diventerà sua moglie. Dopo la lunga esperienza quinquennale a esperienza Treviso, quella di Udine, tra il 1977 e i 1979, il punto più alto della carriera: con la squadra di mister Giacomini, in cui militava anche un certo Gigi Del Neri (oggi tecnico della Juventus), De Bernardi conosce la gioia della promozione in serie A e due stagioni assolutamente positive, condite di non pochi gol. Poi la cessione al Cesena, quindi l’Atalanta, dove lasciò un buon ricordo, e non solo sul campo; dal 1984 la C1 con il Modena, in seguito il ritorno nella nostra zona, alla Castanese, in Interregionale. Nel ’90-’91 De Bernardi è alla Borsanese come giocatore-allenatore; qui e con il Bienate-Magnago passerà le sue stagioni da tecnico, per una dozzina d’anni, vincendo un torneo delle serie dilettantistiche con entrambe le squadre, quello con la Borsanese nel 2001/2002. Due anni dopo si trasferisce vicino a Piacenza, città della consorte, e nel 2006 cessa l’attività di allenatore. Poi la malattia, e una scomparsa precoce, a soli 56 anni.
«Un uomo preciso, pignolo, che non lasciava nulla al caso; un’intitolazione che è venuta dalla gente, dagli amici e dai conoscenti, da chi veniva al campo a seguire le partite. Lo ricordiamo con le parole che rilasciò trent’anni fa alla Gazzetta dello Sport, quando disse che si era sempre prefisso il massimo, facendo sacrifici e costruendosi come uonmo e calciatore match dopo match». Non si esclude in futuro di dedicargli anche un’eventuale ripresa del trofeo giovanile già disputato in anni passati.

Il programma della giornata di domenica prevede alle 10,30 la Messa celebrata da don Reginaldo, la scopertura dell’intitolazione del campo. Nel pomeriggio si terrà un match amichevole fra vecchie glorie di Borsanese e Bienate-Magnago con momenti di commemorazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 settembre 2010
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