Prosciugano il conto dei vicini con problemi psichici

Marito e moglie, arrestati dalla Guardia di Finanza, avevano approfittato dei problemi psichici di un'intera famiglia per farsi cointestare i conti bancari e farsi nominare unici eredi. Grazie alla segnalazione del Comune è partita l'indagine

Erano riusciti a carpire la fiducia dei loro vicini di casa, un’intera famiglia affetta da problemi psichici, fino al punto di farsi cointestare i conti bancari e fino al punto di convincerli a nominarli unici eredi nel testamento. La Tenenza della Guardia di Finanza di Sesto Calende, la settimana scorsa, ha arrestato, su ordine della Procura di Busto Asizio, C.P. e T.E., marito e moglie rispettivamente di anni 57 e 49, abitanti a Casale Litta e accusati di aver abusato dello stato di incapacità psichica dei membri di una famiglia di vicini di casa, tutti afflitti da disturbi psichici e della personalità.

Le indagini di polizia giudiziaria hanno consentito di accertare che i coniugi arrestati, approfittando delle psicosi e della vulnerabilità personale e comportamentale delle vittime, un nucleo familiare composto da padre di 80 anni, madre (deceduta a gennaio) e due figli maschi attorno ai 40 anni, le avevano gradualmente spinte a fidarsi pienamente di loro e, addirittura, ad allontanarsi dalle cure dai servizi sociali comunali, rifiutandone l’assistenza. Lentamente, infatti, i due coniugi avevano convinto il capofamiglia di non avere bisogno di loro e questo ha fatto insospettire gli assistenti sociali del Comune di Casale Litta che hanno fatto partire la segnalazione.

Nel tempo la coppia, sfruttando abilmente lo stato di inferiorità delle loro vittime, era riuscita, con vari stratagemmi, a farsi cointestare conti bancari, appropriandosi, così, di una cifra di quasi 120.000 euro (i risparmi di una vita di lavoro e delle pensioni) con prelevamenti continui dal conto di cifre che mediamente si aggiravano tra i 5 e i 10 mila euro ma che, in un caso, hanno raggiunto i 44 mila euro.  Prelievo dopo prelievo avevano la famiglia era rimasta sul lastrico con solo 100 euro in deposito. Erano riusciti anche a far predisporre dei testamenti olografi, nei quali venivano nominati beneficiari dei beni della famiglia circuita cercando anche di ottenere “l’interdizione” delle vittime , auspicando forse, di poter controllare il loro patrimonio, con un’eventuale nomina a tutori.

A salvare la famiglia, ormai senza difese di fronte a questi soggetti, il Comune di Casale Litta e alcuni autentici amici che avevano odorato il grande inganno. Gli elementi raccolti e consegnati ai militari della Guardia di Finanza sono stati comprovati attraverso la raccolta di testimonianze, ma anche attraverso i documenti acquisiti nel corso di un’apposita perquisizione domiciliare a casa degli indagati e con lo sviluppo di approfonditi accertamenti bancari.

L’intervento della Guardia di Finanza ha permesso, in definitiva, di far cessare gli abusi, nei confronti della famiglia succube, restituendole una vita libera da condizionamenti. I due arrestati, interrogati, hanno sostenuto la loro innocenza definendo quei prelievi "un rimborso spese" per l’assistenza che fornivano alla famiglia. Le indagini sono state dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica, dott.ssa Valentina Margio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 settembre 2010
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