Provincia e sindacato di fronte alla sfida dell’edilizia

Galli. "Abbiamo una cultura del costruire e dell'abitare bene, ma i giovani varesini snobbano l'edilizia". Nossa (Cgil, Scuola Edile): "Sogniamo una grande opera senza nemmeno una vittima sul lavoro"

Il convegno d’apertura di Ediltek a MalpensaFiere ha avuto come ospite principale l’assessre Cattaneo per il "punto" sulle opere infrastrutturali, attese anche come "volano" di rilancio di un’edilizia sofferente per la crisi. Fra gli interventi di categorie e autorità, vi erano comunque anche quelli del presidente della provincia di Varese, Dario Galli, e dei sindacati, o meglio, di coloro che all’interno del sindacato combattono quotidianamente la battaglia della prevenzione infortuni e della formazione continua dei lavoratori del settore edile.

Galli, da nipote di muratore, ha lodato l’edilizia varesina come «un elemento di qualità del vivere, una forma di cultura dell’abitare» che non ha eguali non solo in varie parti del nostro Paese, ma in gran parte del mondo. Un motivo quindi di ragionato orgoglio "estetico", se si riesce a dimenticarsi certi condomini e visualizzare villette immerse nel verde. Ci sono però i problemi, che Galli elenca: la dimensione troppo piccola delle imprese e il costo del lavoro. Su quest’ultimo, «c’è da rivedere totalmente la legislazione, la busta paga per chi lavora deve essere più pesante nel netto e più leggera nel lordo, non si può andare avanti quando un euro a netto ne costa due a lordo, nè mantenere sessanta milioni di italiani col solo turismo…». Ci sono poi problemi culturali. «Il lavoro ha dignità di per sé. non conta quel che fai, ma se ti piace e serve alla comunità. In questo momento sì e no qualche centinaio di giovani in tutta la provincia si avvicinano all’edilizia, quando escono dalle scuole coorti da migliaia di ragazzi per volta. Negli ultimi decenni si è diffusa una falsa cultura sul lavoro» che ha distolto sempre più giovani da un’attività vissuta come marginale, ingrata, rischiosa e malpagata. Non aiuta la fama dell’edilizia la lamentela successiva di Galli: la presenza del malaffare. Una mafia in giacca e cravatta, ormai imprenditrice, e non estranea a certe esplosioni immobiliari nelle zone più popolate della nostra provincia.

Flavio Nossa (Cgil), nella sua veste di vicepresidente della Scuola Edile di Varese, aveva segnalato, pur apprezzando l’ottimismo dell’assessore Cattaneo, le criticità esistenti. Varie infrastrutture previste ma finanziate poco o per nulla, ad esempio, dopo tanta pressione a livello di lobby territoriale per poterle realizzare; e il problema «grande come una casa» della frammentazione del settore in microaziende, in media da tre addetti l’una. Un pulviscolo produttivo che rischia «di restare sotto il tavolo ad attendere le briciole delle Grandi Opere». Così, il sindacato ha preso accordi con le società che realizzerano gli interventi maggiori (vedi Pedemontana) perchè si segnalassero in anticipo le professionalità richieste. Dati i tempi lunghi, è in tal modo possibile investire nella formazione ad hoc di lavoratori preso la Scuola Edile, perchè «il manovale non basta più, va qualificato». Contro le infiltrazioni mafiose, poi, Nossa riferisce che il sindacato ha chiesto la presenza forte e visibile della Guardia di Finanza nei principali cantieri, a mo’ di deterrente. Per garantire che tutto sia in regola. Perchè legalità è sicurezza: e il sogno che Nossa cita è quello di «vedere, per la prima volta, realizzare una grande opera senza nessun incidente mortale sul lavoro. Questa è una sfida che vogliamo vincere».
Concetti ribaditi da Terenzio Crespi per il comitato partetico prevenzione infortuni di Varese. Solo un 50-60% di addetti del settore sarebbe iscritto alle casse edili, e anche lo strumento del DURC (documento unico di regolarià contributiva), imposto dal sindacato, rischia di spuntarsi a fronte della normativa sugli appalti con il suo focus sul massimo ribasso nei prezzi. In tale contesto il DURC resta «parziale ed azzoppato, applicato soprattutto nel settore pubblico».

Da ricordare anche le iniziative previste a Ediltek per la prevenzione infortuni già tra gli studenti, con particolare riferimento, quest’anno, agli scavi. Oltre 350 studenti di 6 Istituti tecnici della provincia (plessi di Caronno, Castellanza, Gallarate, Luino, Tradate e Varese) prendono parte oggi al Laboratorio di ricerca intitolato “Progettare la sicurezza nelle varie tipologie di scavo” proposto da CPT Prevenzione Infortuni di Varese, INAIL e Ufficio Scolastico Provinciale di Varese. Ai ragazzi coinvolti viene chiesto di presentare una relazione del lavoro svolto in fiera; a dicembre i due progetti vincitori si aggiudicheranno rispettivamente € 2.500 e € 1.500 messi a disposizione da INAIL.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2010
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