Quel che resta d’una rapina

Una mazzetta di banconote, un coltello, un sacchetto. E un ventenne in galera

Questi soldi valgono davvero la libertà? Viene da chiederselo, a vederli così (foto), una mazzetta tutto sommato misera, equivalente forse nemmeno a una magra mensilità. Un ventenne ospite di una comunità di recupero aveva rapinato martedì pomeriggio la farmacia di largo Giardino, senza nemmeno l’usuale trucco di attendere l’orario di chiusura per ottenere un più pingue bottino. Fattosi dare il contante, si è poi diretto verso la stazione ma i carabinieri l’hanno individuato e arrestato. Non aveva il biglietto per il treno, ha detto. Così era passato a "prelevare", alla sua maniera, coltello in pugno al posto della tessera bancomat, minacce al posto del codice numerico. Ora sta al fresco in cella, "al sicuro", e ci resterà per un bel po’: più difficile far sentire davvero al sicuro anche chi lavora nelle farmacie, dopo tre colpi in due settimane ad opera di balordi solo a Busto. Nulla a che vedere con episodi come quello di Varese di un anno fa, per fortuna, ma per chi si trova una lama puntata contro, l’esperienza non è delle più raccomandabili. E contrastare questo tipo di reati predatori per le forze dell’ordine non è sempre così agevole: giusto merito va dato a quanto riescono a fare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 settembre 2010
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