Rapina la farmacia, in manette ventenne

Il giovane è stato arrestato dai carabinieri prima che riuscisse a prendere il treno per Milano. «Non avevo i soldi per il biglietto» - avrebbe detto ai militari

Rapina alla farmacia Agesp di largo Giardino a Busto Arsizio attorno alle 16,30 di questo pomeriggio, martedì. Il rapinatore è stato arrestato poco dopo mentre si dirigeva con il bottino verso la stazione di Busto Arsizio. G.S., un ragazzo di soli 20 anni ospite presso una comunità di recupero della zona, è entrato all’interno dell’esercizio e ha puntato un coltello da cucina con una lama di circa 15 cm contro la cassiera e si è fatto consegnare l’incasso, circa 1000 euro, per poi fuggire.

Il giovane bandito, però, ha commesso una serie di leggerezze che hanno fatto subito intendere ai carabinieri, giunti sul posto poco dopo, che non si trattava di un professionista. Il ragazzo è entrato a volto scoperto con addosso una vistosa felpa con cappuccio (che non ha indossato, ndr) e poco dopo è uscito col malloppo dirigendosi, a piedi, verso la stazione. Immediata è scattata la caccia all’uomo grazie ad una prima sommaria descrizione dell’elemento. Una pattuglia lo ha rintracciato meno di mezz’ora dopo mentre andava alla stazione delle Ferrovie dello Stato per salire sul primo treno per Milano, città di provenienza del ventenne.

Il rapinatore è stato subito portato in caserma dove ha ammesso di aver rapinato la farmacia grazie anche al riconoscimento effettuato dalla cassiera. «Non avevo i soldi per il treno» – avrebbe detto ai militari. La farmacia di largo Giardino non era mai stata oggetto di rapine proprio per la sua posizione vicino alla Procura della Repubblica e a poche centinaia di metri dal comando compagnia dei Carabinieri.

In compenso, ancora nei giorni scorsi si erano registrati assalti a farmacie, tre solo nelle ultime due settimane: è il caso di quella di via Genova, nel rione Ss. Apostoli, appena quattro giorni or sono, o in via Rimembranze verso fine agosto. Le farmacie restano dunque ambite dai banditi, e soprattutto da quelli alle prime armi o più disperati: obiettivo facile, indifeso, quasi sempre con contanti disponibili, piccole somme maneggevoli e non segnate, da usare alla svelta, e una accettabile probabilità di farla franca (almeno per qualche tempo). Tranne quando, come in questi casi, una segnalazione tempestiva, qualche errore del bandito e un pizzico di fortuna aiutano il difficile lavoro delle forze dell’ordine.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 settembre 2010
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