“Ridateci la pista di atletica del Franco Ossola”

Il professor Conte dell'ospedale di Circolo, sportivo e habituè della pista di Varese, ha scritto al Comune chiedendo perché ormai l'accesso sia vietato e il circuito abbandonato a se stesso

Scrivo dopo avere chiesto spiegazioni al Comune di Varese (vedi lettera allegata) sul trattamento riservato a cittadini che da anni, versando una quota al Comune, usufruiscono per un’attività sportiva amatoriale, ( la corsa) di quello che è rimasto di una pista di atletica leggera ormai rovinata e di uno spogliatoio. Altre strutture per l’atletica per salti, lanci  e così via non esistono più da tempo. Il tutto sacrificato sull’altare di Sua Maestà Il Calcio.
In passato il Franco Ossola, anche quando il Varese calcio militava in serie A, era dotato di tutte le attrezzature per l’atletica leggera che consentivano ogni anno lo svolgimento dei campionati provinciali di atletica di tutte le scuole secondarie della provincia. Al Franco Ossola si sono formati atleti nel campo della corsa ( velocità, mezzo fondo e fondo) e dei lanci che hanno vinto campionati nazionali e hanno partecipato alle olimpiadi. Oggi per chi vuole praticare la corsa a livello dilettantistico esisterebbe  l’alternativa del campo di Calcinate, dedicato al compianto professor Bellorini, maestro di atletica che si rivolterà nella tomba, in giorni e orari per parecchi di noi scomodi e non praticabili.
Infine faccio presente che favorire la pratica di un’attività fisica a persone di una certa età serve anche a mantenere in salute persone che altrimenti potrebbero costituire un maggior aggravio, dal punto di vista economico, per il Servizio Sanitario Nazionale.
Con i migliori saluti

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La pista del Franco Ossola 4 di 6

Prof. Leopoldo Conte
Direttore        
U.O. Fisica Sanitaria             
A.O. Ospededale di Circolo di Varese

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Questa la lettera inviata dal professor Conte al Comune di Varese.

Sono in possesso di tessera regolarmente timbrata dall’Assessorato 
allo sport, con scadenza 31/12/2010, che mi dovrebbe consentire l’accesso nelle ore previste allo stadio Franco Ossola. Qualcuno mi può spiegare perché da più di un mese tale accesso non è consentito a me e ad altri praticanti attività sportive amatoriali dal momento che i cancelli sono chiusi e non è esposto alcun avviso che spieghi il motivo di tale provvedimento? Faccio presente che l’utilizzo delle strutture di Calcinate, che peraltro non viene neppure offerto, presenta molti inconvenienti a causa di orari di apertura che escludono il periodo 12,30- 15,30, ossia la fascia oraria che può essere utilizzata dal sottoscritto e da parecchi altri, compresi i disabili con carrozzella.  
Mi sembra che un minimo di rispetto sarebbe dovuto a chi ha versato una  
quota per usufruire di un servizio. O per il Comune di Varese conta  
solo il calcio? In attesa di una risposta invio i migliori saluti. 
Leopoldo Conte

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 settembre 2010
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