Rifiuti in piazza: “Fiato alle trombe”

Il fotografo Moreno Di Trapani risponde alle critiche sull’opera “Gli irriducibili”, realizzata di fronte al comune contro le discariche abusive

Gli irriducibiliRispondo al comunicato pubblicato il 17 settembre 2010 “da Sinistra ecologia e libertà” che poco ha di sinistra ecologia e libertà.
Per essere chiari: Agorà è la piazza della antica Grecia in cui si tenevano pubbliche assemblee. “Mettere in piazza” significa far conoscere a tutti le problematiche che ci riguardano da vicino, come l’abbandono dei rifiuti. Di fatto la piazza permette di far arrivare a chiunque il messaggio.
Siamo quindi tutti d’accordo che piazza Mazzini non debba essere una discarica come non dovrebbero esserlo i boschi di Tradate.
I tradatesi hanno ben compreso l’ importanza della differenziata, ma il 30% dei cittadini deve essere ancora spronato. Come uomini di sinistra sarebbe stato un bell’esempio andare a rimuovere i rifiuti presenti in via Petrarca davanti all’abitazione di una anziana signora di 81 anni, situazione nota a tutti, così tanto per fare, come fanno i volontari…
Come uomini attenti all’ambiente avreste potuto comprendere che con questa installazione si vuole far conoscere il problema e non offendere i tradatesi semmai chiedere loro aiuto, affinchè questo comportamento, reale e non fantastico, cessi.
Tutti possono collaborare segnalando le discariche abusive, denunciando i trasgressori (esiste l’anonimato), o semplicemente non comportandosi in questo modo. Se foste stati uomini realmente attenti all’ambiente avreste potuto semplicemente riconoscere che questa “opera” e anche un’opera di bonifica, visto che i rifiuti portati in piazza sono stati recuperati sul nostro territorio e che per il comune queste bonifiche hanno costi più elevati. Come uomini di libertà avreste potuto almeno rispettare l’ idea e il coraggio di questa denuncia, invece di fare demagogica retorica ed essere patetici.
Come uomini di una politica che si proclama attenta agli altri a e all’ambiente avreste potuto fare di più visto che queste situazioni, come le discariche abusive o le morti sul lavoro sono sempre esistite. Vi ricordo che si parla di futuro ad esempio una bottiglia di vetro rimane nell’ ambiente 40000 anni.
Mi sorge spontaneo chiedervi cosa ne sapete voi del fare, se siete stati tutta la vita a guardare e a parlare.
C’è chi appare per quello che fa e rimane nella storia e chi cerca di far parlare di sé senza aver mai concluso nulla. Una citazione da “Il giorno della civetta” di Sciascia: “Esistono uomini, mezzi uomini, omenicchi e quaquaraqua”, sta a noi decidere quali essere, oppure si dà solo fiato alle trombe.
Ora un po’ di cultura, dato che sono un professionista ed è per questo motivo che amministrazioni comunali e provincia approvano i miei progetti. L’arte contemporanea non si basa solo sul concetto di estetica o del bello, ma si identifica anche con il reale e il pratico. Le installazioni sono opere in genere tridimensionali; comprendono media, oggetti e forme espressive di qualsiasi tipo in un determinato ambiente. Un’Installazione ha come soggetto principale il fruitore. Nell’ ambiente dell’installazione, tutto deve essere costruito per modificare o comunque sollecitare la percezione dello spettatore che diviene parte integrante del lavoro.
È compito nostro migliorarci, sfruttando ogni capacità!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2010
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