Santaromita, il braccio destro del “Re di Spagna”

Il corridore varesino è stato l'ombra di Vincenzo Nibali, il vincitore della Vuelta, e l'anno prossimo affiancherà Evans: «Alla Bmc c'è un solo capitano: pronto ad aiutarlo a Giro e Tour. E ora tifo Cantele per i Mondiali»

ivan santaromitaDue giorni di riposo meritato, senza bici e senza allenamenti, con negli occhi immagini indimenticabili. L’inizio settimana di Ivan Santaromita è di quelli irripetibili, visto che domenica pomeriggio il 26enne di Clivio ha pedalato fianco a fianco del nuovo "Re di Spagna", Vincenzo Nibali, il vincitore della Vuelta a vent’anni di distanza dall’ultimo trionfo italiano (Marco Giovannetti).
«Durante la corsa sono stato compagno di camera di Vincenzo – spiega Ivan – arrivare a Madrid con la maglia rossa sulle sue spalle è stata una vera emozione, soprattutto quando tutti noi della Liquigas gli siamo andati di fianco all’inizio del circuito conclusivo. Vincere un grande giro è una cosa che capita raramente: io ho avuto la fortuna di riuscirci e vi assicuro che è bellissimo».

Quali sono stati i suoi compiti durante la Vuelta?
«Con Zaugg e Kreuziger sono stato uno dei gregari di Nibali per le tappe di salita, anche se in un paio di occasioni ho dovuto spendere energie per rientrare in gruppo fin dal mattino, a causa di due forature. Poi, nell’ultima tappa, avevo il diktat di rimanere accanto a Vincenzo per intervenire subito se avesse avuto un problema meccanico, ma per fortuna ciò non è accaduto».

Ci racconti lo stato d’animo di Nibali negli ultimi giorni.
«Dopo la cronometro sapevamo di avere ottime possibilità di vittoria, perché era rimasto solo Mosquera a poterlo impensierire. Però, appunto, c’era ancora la tappa della Bola del Mundo da affrontare: Nibali è stato grande ad arrivare in cima con il rivale. Vincenzo è una persona molto tranquilla, che conosce le sue possibilità e che non lascia trasparire emozioni all’esterno: ciò gli è servito anche su quell’ultima salita».

Dopo un successo simile, c’è qualche rimpianto nel lasciare la Liquigas-Doimo a fine stagione?
«In questi due anni ho fatto parte di un gruppo davvero splendido però, a prescindere da me, nel 2011 ci sarebbero stati molti cambiamenti. Sono in partenza ragazzi come Bennati, Kreuziger, Chicchi, i compagni con cui ho legato di più: a mia volta, sentivo il bisogno di dover cambiare qualcosa e così ho scelto di partire, in direzione BMC. Detto questo, vorrei sottolineare la nostra lealtà verso la squadra: su 9 iscritti alla Vuelta siamo in 5 a lasciare la Liquigas. Ciò nonostante abbiamo dato tutto e ciò ci è stato riconosciuto a Madrid».

ivan santaromita ciclismoNella sua decisione ha pesato il fatto di non correre il Giro? E alla Bmc ha certezze in questo senso?
«Anche quello ha avuto la sua parte, come pure il fatto che per il Tour non sono stato considerato. La Liquigas è squadra con molti capitani mentre alla Bmc c’è un solo uomo per le grandi corse a tappe e cioé Evans. Le convocazioni sono fatte intorno a lui e io sono stato preso per affiancarlo; ovviamente non ho ancora la certezza di fare Giro e Tour, però mi hanno chiamato per questo tipo di corse. Dopo il "Lombardia" avremo un primo incontro e inizieremo a pianificare la stagione».

Evans abita a Stabio, vicinissimo a casa sua: vi allenate insieme abitualmente?
«Fino a ora no; ci siamo trovati in giro qualche volta ma entrambe amiamo pedalare da soli. Però può darsi che, da compagni di squadra, aumenti la nostra "collaborazione" visto che viviamo davvero vicino».

Cadel sta per difendere la maglia iridata. Lei alla Vuelta ha visto molti dei favoriti per il Mondiale, ci faccia qualche nome. E magari ci dia un giudizio sull’Italia.
«L’uomo più in forma è senz’altro il belga Gilbert che ho visto pedalare molto bene. Poi ho parlato con Freire, uno che al Mondiale è sempre eccellente: vuole riposarsi qualche giorno ma sa di essere in condizione. Infine anche il norvegese Hushovd su un percorso simile va tra i favoriti e il mio giovanissimo compagno Peter Sagan, che da luglio si prepara a questo appuntamento. Per quanto riguarda l’Italia, non mi piace granchè: Pozzato mi sembrava meno brillante di altre volte anche se può essersi nascosto. E credo che lasciare a casa due uomini come Bennati e Ballan sia un azzardo».

C’è anche una squadra femminile, dove un’altra sua vicina di casa può fare bene…
«Certamente: durante la Vuelta non ho seguito molto i risultati di Noemi (Cantele ndr) ma ho sentito che ha vinto alcune corse. Non posso che farle un grande in bocca al lupo: dopo il bronzo e l’argento di Mendrisio le manca solo una medaglia, io ci spero».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2010
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