Se la campanella suona quando l’autobus è passato

Lezioni da 60 minuti e non più da 50 e il risultato per molti è disastroso: chi perde i mezzi di trasporto arriva a casa con ore di ritardo. E deve rimettersi a studiare. La Provincia sta lavorando per modificare gli orari dei pullman

Paola esce da scuola tre giorni a settimana alle 14. Fa il liceo classico a Varese, si è svegliata alle 7 di mattina per entrare in classe prima del suono della campanella. Per il giorno successivo deve preparare un’interrogazione di greco e una verifica di matematica e non ha tempo da perdere: deve studiare.
Andrea va a scuola a Luino, anche lui deve studiare per un’interrogazione del giorno successivo, anche lui esce alle 14 perché il modulo delle lezioni quest’anno è variato da 50 minuti a 60 minuti.
Sara studia a Tradate, quest’anno esce alcun giorni alle 17. Deve tornare a casa perché ha molto da studiare e ha anche lezione di pianoforte.
Problema: Paola abita a Caronno e se esce alle 14 usando i mezzi pubblici arriverà a casa non prima delle 16. 
Sara invece è la più sfortunata: abita a Cassano e quando esce alle 17, se può disporre solo dei mezzi pubblici, a casa non ci arriva proprio.
Quello dei trasporti legati ai servizi scolastici è un problema da sempre: tra ritardi, scarsità di corse, posti a sedere e quant’altro. Ma quest’anno, a sommarsi alle solite rogne da risolvere, ci si è messa anche l’attuazione della riforma scolastica.
L’aumento dell’orario dei moduli scolastici ha allungato di conseguenza l’orario della giornata scolastica causando una rivoluzione anche nei servizi legati al mondo scolastico. In particolare nei trasporti.
«Al liceo Classico di Varese – spiega la preside Daniela Tam Baj – la quarta ora finisce alle 12, la quinta alle 13 e la sesta alle 14. Obiettivamente per i nostri studenti il ritorno a casa è un problema. Naturalmente faremo delle concessioni agli studenti che ne hanno bisogno di 5 o dieci minuti per prendere la coincidenza ma di più non possiamo fare. La partita deve essere giocata in Provincia per trattare con i servizi di trasporto. Quello che possiamo fare, e già facciamo, è lasciare la scuola e il bar aperti nel pomeriggio fino alle 16». Altre scuole, come l’artistico di Busto, hanno modulato l’orario lasciandolo invariato rispetto all’anno passato. Le ore in meno sono state recuperate facendo cominciare la scuola una settimana prima o lo saranno durante l’anno.
In primavera si è tenuto un tavolo tecnico con i presidi in Provincia. Le scuole hanno comunicato gli orari delle lezioni per permettere di preparare in tempo una logistica nei trasporti.
«La Provincia sta lavorando per risolvere i problemi. Abbiamo presente la situazione e stiamo cercando i possibili aggiustamenti» L’Assessore provinciale alla viabilità Aldo Simeoni assicura massimo impegno da parte dell’istituzioni per risolvere il problema che stanno vivendo decine di ragazzi, in balia di trasporti pubblici non allineati con le uscite da scuola e costretti ad arrivare a casa a metà pomeriggio: « La trattativa è in corso con i gestori dell’appalto pubblico del trasporto e con le scuole. Siamo, però, in una situazione difficile, con risorse limitate. Stiamo facendo i salti mortali per ritoccare gli orari. Ci vuole flessibilità e collaborazione da parte di tutti».
Esclusa la possibilità di aumentare le corse, vista la coperta estremamente corta, i tecnici della Provincia sono in trattative con le scuole: da marzo è attivo il tavolo di concertazione con i presidi, ma solo a scuola iniziata si è testata veramente la nuova organizzazione oraria voluta dalla Riforma Gelmini. Questa settimana, i gestori che hanno in appalto il servizio di trasporto stanno facendo circolare un questionario per capire esattamente gli orari di ingresso e di uscita per poi approntare soluzioni che dovrebbero entrare in vigore già dalla prossima settimana.
Ma, mentre per gli studenti di Varese la situazione è gestibile dato l’elevato numero di autobus in circolazione pur con orari non sempre coincidenti, nei plessi più isolati la questione crea numerosi problemi. A Tradate, per esempio, i ragazzi che devono tornare a Cassano Magnago dopo l’uscita delle 17 sono completamente appiedati perchè non è stato previsto alcun mezzo di trasporto. Un disagio che ha colto un po’ tutti di sorpresa a Villa Recalcati, tranquilli che la complessità maggiore si stesse vivendo nel nord del territorio.

«Le scuole chiedono un adeguamento degli orari dei trasporti da anni – spiega Luisa Oprandi, vice preside del liceo linguistico di Varese – il tavolo di lavoro deve affrontare un problema che doveva essere risolto l’anno scorso. Le corse dei trasporti sono poche, i ragazzi se perdono un pullman devono aspettare quello successivo, molte ore dopo. Sono casi reali e noi li stiamo censendo uno ad uno. Serve una distribuzione omogenee delle tipologie di scuole e un adeguamento dei mezzo di trasporto. I ragazzi devono avere un rapporto positivo con la scuola: se la scuola diventa un problema, perchè ci si deve svegliare alle 6 e si torna a casa alle 4 per poi rimettersi a studiare, il rapporto positivo con la cultura non c’è più».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 settembre 2010
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