Simona Saladini: “Il Moa è la risposta a quello che cercano i giovani”

L' assessore ai servizi sociali della Provincia di Como spiega le motivazioni che hanno spinto l'amministrazione a creare un evento come il Moa- Music on air

MOA- Music on air, il salone della musica che si terrà dal 17 al 19 settembre a Villa Erba, rappresenta l’evento finale del più ampio progetto Musica in Rete, un progetto che ha lo scopo di avvicinare i giovani alla musica, non solo come passione e divertimento, ma anche come formazione e professione. La possibilità per i giovani di esprimersi, rafforzare la propria personalità artistica e avere la possibilità di trovare contemporaneamente un’opportunità di lavoro, trasformando una passione nel proprio futuro. Ecco il nesso fra la musica e le politiche giovanili, ecco quanto Musica in Rete e MOA sono riusciti e possono ancora fare: sviluppare la creatività, creare momenti di incontro e divertimento, sostenere le capacità artistico-creative e imprenditoriali dei giovani appassionati di musica. Non solo divertimento, ma anche contenuto, bagaglio di competenze, laboratorio di idee ed esperienze condivise da portare con sé. Abbiamo intervistato Simona Saladini, assessore ai servizi sociali della Provincia di Como e sindaco di Cernobbio per spiegarci cosa rappresenta Moa per i giovani e la città.

Per tre giorni il panorama musicale nazionale sarà a Cernobbio e Como. È un caso che questo
territorio stia accreditandosi quale capitale della musica?

«No, non è un caso: il nostro territorio punta sui giovani e crede nei giovani. Un esempio è il concorso Cer.Co Top Band, organizzato dai comuni di Cernobbio e Como, dedicato alle band giovanili del territorio insubrico. Proprio durante appuntamenti come questo, ci si è resi conto di quanto i giovani chiedessero attenzione, spazi, possibilità di potersi esprimere artisticamente. MOA è la risposta a queste richieste, a quello che i ragazzi cercavano. Villa Erba, un patrimonio importante, si apre ai giovani. Mi auguro che questa possibilità di usufruire di una location così prestigiosa, possa far scaturire e sviluppare nei giovani quel senso civico che li porti a comprendere il valore del patrimonio comasco, beneficiandone con attenzione per conservarlo e preservarlo, così come accade in diversi eventi in tutta Europa, dove migliaia di giovani si ritrovano, uniti, solidali, coinvolti rispettando le regole, per divertirsi e stare insieme».

MOA: punto di arrivo o punto di partenza?

«MOA non è un punto di arrivo, il 19 settembre non si chiude il sipario. È una partenza, è fiera e festa: non solo divertimento, ma scambio di conoscenze, esperienze e passioni. Il desiderio, l’obiettivo è proporre l’evento annualmente, vivendo tutto l’anno in funzione e in preparazione al MOA. Questo è un progetto di 18 mesi di lavoro, un lungo percorso ricco di iniziative che portano i giovani a vivere una tre giorni dove poter essere protagonisti insieme a grandi artisti, non solo per ascoltare musica ma per imparare, condividendo i propri interessi e successi. Esempio importante della validità e rilevanza del progetto, il ragazzo che ha frequentato il corso di tecnico del suono, uno dei molteplici corsi di formazione organizzati all’interno di Musica in Rete, che ora ha trovato lavoro proprio in questo ambito».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 settembre 2010
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