Spento il vulcano, Varese si accende con Maram al Masri

Finalmente sarà al Teatrino Santuccio la poetessa di origine siriana, che da anni vive in Francia

maram al masriSabato 2 ottobre finalmente sarà al Teatrino Santuccio di Varese Maram al Masri, poetessa di origine siriana, che da anni vive in Francia. La poetessa che, lo scorso aprile era stata bloccata dalle intemperie del vulcano islandese Eyjafjallajkull, verrà introdotta e presentata da Fabio Scotto, poeta sua volta, professore associato di Letteratura francese presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università degli studi di Bergamo, studioso e traduttore. Curato da Scotto è uscito da poco, per Mondadori, il Meridiano di Tutte le poesie di Yves Bonnefoy ed è prossima la pubblicazione da Einaudi di un’antologia della poesia francese contemporanea sempre da lui curata. L’affascinante poetessa leggerà sue poesie tratte dall’ultimo libro (Ti guardo – Edizioni Multimedia 2009) nella sua lingua originale, mentre alcune poetesse varesine saranno la voce italiana di Maram e porgeranno al pubblico la versione italiana nella traduzione di Marianna Salvioli. Al termine Maram sarà felice di dialogare con il pubblico e rispondere a domande e curiosità. Questo reading è anche l’incontro di apertura della nuova stagione poetica del Teatrino Santuccio, proposta da un gruppo di poeti varesini e sostenuta dall’associazione Il Vellone (http://www.ilvellone.tk/).
Maram al-Masri è nata nel 1962 a Lattakia (Siria), sulle rive del Mediterraneo, ad appena venti miglia marine dall’isola di Cipro. Vive a Parigi dal 1982. Dopo un primo libro pubblicato nel 1984 a Damasco dal titolo “Ti minaccio con una colomba bianca”, presso la casa editrice del Ministero dell’Educazione, ritorna alla poesia con “Ciliegia rossa su piastrelle bianche”, pubblicato a Tunisi nel 1997. Nel marzo 1998 le è stato attribuito il premio del Forum culturale libanese in Francia. I suoi libri sono stati tradotti in spagnolo, in francese, in corso e in inglese (Gran Bretagna e Stati Uniti). Il suo terzo libro “Ti guardo”, pubblicato originariamente a Beirut nel 2000 (e poi in Francia e in Spagna) è stato pubblicato nell’agosto del 2009 da Multimedia Edizioni.
I tocchi rapidi, sintetici e densi dei componimenti di Maram sono l’espressione del mondo della donna, mondo di interiorità e paesaggi, di flussi interni e reti che agganciano i corpi amati o ancora da amare: un mondo concreto, spietatamente sincero, crudo e crudele, con grandi aspettative deluse… È una ricerca di vita e di parola che vanno di pari passo: come una rabdomante, Maram fa vibrare il suo cuore alla ricerca di una pari intensità e tutto il resto diventa superfluo.” (Claudia Landolfi)
Di lei Giuseppe Conte scrisse:”Ho visto una sola volta Maram Al Masri, e una sola volta l’ho ascoltata leggere le sue poesie. Tanto è bastato per capire la qualità del suo lavoro e cogliere in lei un intreccio inscindibile di bellezza e sofferenza, come solo i poeti al mondo sono capaci di sopportare”
Sono versi brevi e incisivi quelli di Maram, senza titolo, una sorta di epigrammi con le note lievi ma intense dei profumi di Oriente, Maram usa parole comuni per riflessioni che attraversano la superficie del consueto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 settembre 2010
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