Sugli aumenti delle tariffe si sfalda la maggioranza

Di fronte ad un centinaio di genitori arrabbiati, una parte del centrodestra diserta l'aula, così come i vertici dell'azienda. Il sindaco: "dal 2011 daremo una mano alle famiglie in difficoltà"

Un centinaio di genitori arrabbiati, la maggioranza che si defila, l’azienda che non si presenta, il sindaco «lasciato solo di fronte a scelte impopolari». Il consiglio comunale in cui si discuteva (per la seconda settimana di fila) degli aumenti delle tariffe dei servizi scolastici si è trasformato in una prova difficile per il sindaco Guido Colombo.

In una sala gremita di genitori determinati a farsi ascoltare, si è rischiata la sospensione per mancanza del numero legale: la maggioranza contava solo dieci consiglieri, ne mancavano tre del PdL Aumenti delle tariffe, la maggioranza lascia solo il sindaco Colombo(Salvatore Notarangelo, Martina Pivetti e il capogruppo Claudio Colombo) e uno della Lega, Luigi Perruzzotti. Solo la disponibilità dell’opposizione di centrosinistra ha evitato dunque il "tutti a casa": «Abbiamo scelto di non far mancare il numero legale, perché si trattava di un momento importante, vista la presenza dei genitori» spiega Jimmy Pasin (PD). E anche il sindaco Colombo ha lodato il «senso civico» della minoranza: «Non si poteva non dare risposta ai cittadini intervenuti».

Altro aspetto significativo è stata la mancanza in aula dei vertici della Spes, l’azienda che gestisce i servizi comunali. Il sindaco Colombo ha ribadito che gli aumenti sono inevitabili. «Abbiamo fatto un’analisi strettamente economica: per quest’anno è difficile, per la riduzione dei trasferimenti. Ma abbiamo convocato un tavolo con i genitori, già da mercoledì prossimo: pensiamo di prevedere un capitolo di bilancio per il 2011 per aiutare le famiglie in difficoltà».
 
Il Pd, nell’intervento di Jimmy Pasin, ha contestato l’approccio esclusivamente economico, incentrato sul far quadrare i conti: ««Il sindaco dimentica di dire che la riduzione dei trasferimenti deriva dallo sforamento del patto di stabilità». «E uno sforamento – aggiunge Francesco Calò – che non è stato giustificato dalla costruzione di una scuola, come a Cardano al Campo, ma dalle spese per i festeggiamenti del centenario». Il centrosinistra chiedeva invece un intervento diretto a sostegno delle famiglie, che non rispondesse al solo criterio economico, ma anche sociale: «La scuola – spiega Pasin – deve invece essere un investimento per le generazioni più giovani». Un dibattito comunque pacato – riconosce il sindaco – e che ha permesso di riflettere sulle scelte future.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 settembre 2010
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