Un ecomuseo in via Gaggio, presentato il progetto

Successo per la serata di presentazione del progetto che vuole trasformare in area protetta il bosco di via Gaggio

Via Gaggio va in cittá. Per una sera i colori, i suoni, i pensieri di quel sentiero fra i boschi di Lonate Pozzolo sono usciti dal loro habitat naturale per sedersi fra i cittadini e spiegare loro necessità di un Ecomuseo della Brughiera e di Via Gaggio. A dar voce a questo lembo di terra fra Malpensa e il Ticino sono stati Walter Girardi, esperto consulente ambientale, Luciano Turrici, co-autore del libro “VIA GAGGIO. Natura e storia nella brughiera tra il Ticino e Malpensa”, e Barbara Vidili, autrice dello spot su Via Gaggio presentato in anteprima durante la serata. A moderare il dibattito Nicola Balice, membro del comitato VivaViaGaggio.  In una delle suggestive sale del Monastero di San Michele, gremita di gente, l’assessore alla Cultura Giancarlo Simontacchi apre la presentazione ringraziando il Comitato, che negli ultimi mesi tanto ha fatto per la salvaguardia degli ultimi ettari di brughiera in provincia di Varese, e portando i saluti di tutta la giunta comunale.

Girardi esordisce con una spiegazione di Ecomuseo che definisce “romantica”: “L’ecomuseo é uno specchio dove la popolazione si guarda, per riconoscersi in esso, dove cerca spiegazioni del territorio al quale è legata, unite a quelle delle popolazioni che l’hanno preceduta, nella discontinuità o nella continuità delle generazioni. Uno specchio che la popolazione tende ai suoi ospiti, per farsi meglio comprendere". Senza dubbio, lontana dai paroloni del burocratese o delle definizione scientifiche un po’ troppo asettiche, è quella che riesce a toccare piú profondamente chi scolta. La necessità di un Ecomuseo della brughiera è dovuta alla ricchezza non solo naturale – anche se innegabile –, ma soprattutto dalla coesistenza dell’elemento umano nel territorio, dando luogo a uno sviluppo culturale ed economico nel rispetto dell’ambiente circostante, lungo un periodo storico ormai millenario.
Mentre su un telone bianco scorrevano le immagini dell’iniziativa “Porta Via Gaggio in vacanza”,

Luciano Turrici ha racconta toalla platea l’invasione, nello scorso maggio, di migliaia di persone accorse a vedere le bellezze artistico-naturali di Lonate Pozzolo, in occasione della Giornata del FAI. Fra di esse, gli stessi monastero di San Michele e la brughiera: l’interesse per questi luoghi è la riprova che c’è chi crede in un altro tipo di sviluppo. Il rischio di perdere questa ricchezza a favore di un progresso nocivo è stata la scintilla che ha fatto nascere il progetto dell’ecomuseo. Le istituzioni, comuni di Lonate e Ferno e Parco del Ticino in primis, e le associazioni del territorio sono invitate a collaborare con il Comitato VivaViaGaggio per la sua realizzazione in tempi brevi, giacché l’ombra della terza pista incombe sul brugo.

A fine serata il Comitato ha salutato i presenti con la proiezione di un corto dal titolo “Terra”. L’autrice, Barbara Vidili, spiega che l’idea è nata da un appello di WVG su Facebook, a cui le è parso naturale rispondere. Due gli spunti su cui si è basata per la realizzazione del video: la serie televisiva Lost, in cui la presenza di un’isola verdissima e di strani aerei è fondamentale per lo sviluppo della storia, e un videoclip di Fat Boy Slim in cui scorreva l’evoluzione dell’uomo. In “Terra” scorrono delle immagini di passi lungo Via Gaggio, a simboleggiare che l’Uomo ha sempre camminato per questi boschi, in ogni epoca storica, ed è impensabile un futuro senza di essi.
Via Gaggio ha lasciato la brughiera. Tranquilli, solo per qualche ora, poi tornerá dove è sempre stata e dove sempre dovrá rimanere.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 settembre 2010
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