Un successo il corso di latino per gli studenti dei Licei

L’assessore Laura Prati: «Materia da valorizzare, non da ridimensionare»

Si è tenuto per il secondo anno consecutivo presso il Comune di Cardano al Campo, sotto il patrocinio dell’assessorato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Pari Opportunità, il corso di latino ideato per gli studenti che, finita la terza media, si sono iscritti ad un Liceo. Per i dodici studenti iscritti, cardanesi ma non solo, il corso, che era totalmente gratuito, si è protratto con successo dal 27 agosto al 6 settembre, attraverso 5 appuntamenti.
 
L’insegnante del corso, la professoressa Rita Gaviraghi, docente di lettere al Liceo Scientifico di Sesto Calende, dichiara con soddisfazione di essere «riuscita ad affrontare con agio un mini-programma non solo di ripasso della grammatica italiana, propedeutica all’apprendimento di qualsiasi lingua, ma anche di traduzione dal latino e in latino di piccole frasi e semplici versioni».
 
Soddisfatta per l’esito del corso anche l’assessore alla pubblica istruzione, cultura e pari opportunità Laura Prati: «Innanzitutto ringraziamo la professoressa Gaviraghi per la collaborazione e la disponibilità mostrataci. Si è prestata gratuitamente per la passione che nutre per il latino. Il corso è stato ben accolto e apprezzato dagli studenti e ha visto una buona partecipazione. L’obiettivo che ci ponevamo era quello di dare un aiuto nel primo approccio al latino, una materia che riteniamo fondamentale nel percorso scolastico dei licei anche se purtroppo la riforma Gelmini la ha tolta dall’insegnamento dell’indirizzo di scienze applicate del liceo scientifico».
 
«Il ridimensionamento dell’insegnamento del latino è sbagliato – prosegue l’assessore Prati a proposito della riforma scolastica – nei Licei il latino va insegnato, non è una lingua morta, è la lingua delle nostre radici ed è una lingua che unisce tutti gli italiani. E’ importante trasmetterla non solo con un intento di recupero delle origini ma anche perché, dal punto di vista culturale, immergersi nel passato della nostra storia è utile per capire meglio il presente».
 
Di seguito la relazione della professoressa Rita Gaviraghi a proposito del corso di latino di Cardano al Campo:
 
«Tempi molto concentrati, lezioni sostanziose di due ora ciascuna, un gruppo di 12 studenti: nessuno è mai mancato ad una lezione, nessuno ha mai sbuffato per una frase assegnata per compito, tutti si sono mostrati consapevoli della necessità di procedere a piccoli passi, ma con rigore e metodo, nello studio di questa nuova disciplina.
 
L’obiettivo di un corso così strutturato è quello di dimostrare agli alunni che lo studio di una lingua antica non è difficile o impossibile, ma che logica e ordine sono gli strumenti migliori per procedere. Gli allievi, rinfrancati e inseriti in un gruppo più informale rispetto alle loro future classi scolastiche, normalmente si tranquillizzano e capiscono che ce la possono fare.
 
Va reso merito al Comune di Cardano al Campo della sensibilità mostrata nel farsi carico, con l’istituzione di un corso del genere, di un aspetto didattico riguardante solo alcuni studenti (i liceali), ma spesso problematico. Il risultato dell’esperienza è duplice: lo studente acquisisce sicurezza e gli insegnanti faticheranno meno, se ricevono a scuola studenti già “svezzati”.
 
Ricordiamo che la riforma Gelmini diminuisce, seppur non sensibilmente, le ore di latino nel Liceo Scientifico (che risulta essere ancora il più gettonato tra i Licei): gli insegnanti dovranno concentrare, tagliare, semplificare o velocizzare i programmi che erano abituati a svolgere normalmente. Meglio partire con un po’ di vantaggio, dunque, con studenti che conoscono qualche rudimento.
 
Infine, ma non ultimo per importanza, il corso propedeutico serve a spolverare qualche nozione di storia romana, di civiltà classica, di mondo latino; gli studenti che vanno in prima liceo hanno studiato la storia romana in quinta elementare: come non sospettare che qualcosa possa essere stato dimenticato, a danno anche della capacità traduttiva e di comprensione dei testi classici che gli alunni si troveranno davanti?».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2010
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