Usb contro Agesp: “Se si continua così andiamo allo sciopero”

Il sindacato di base lamenta le cattive condizioni del deposito mezzi, e la pregressa vicenda del controllo tramite Gps dei movimenti dei mezzi. Se ne riparlerà prossimamente in una seduta di commissione

Prosegue il braccio di ferro fra il sindacato Usb e Agesp. Un gruppo di dipendenti, presenti in municipio occasione della riunione di venerdì della commissione affari generali e bilancio, ha ottenuto la promessa della convocazione di una seduta specificamente dedicata ai temi del lavoro in Agesp. La questione specifica che aveva fatto traboccare nei mesi scorsi il vaso delle relazioni sindacali era la denuncia del  controllo da parte di Agesp dei movimenti dei dipendenti tramite i Gps installati sui mezzi della nettezza urbana, seguita a stretto giro dalla sospensione per alcuni giorni di un dipendente, "reo" di un allontanamento non motivato dal suo mezzo.
Ma c’è di più: si reclamano condizioni migliori per il "cantiere", come lo chiamano i dipendenti, o deposito di via Canale. Ancora pochi giorni or sono, riferiscono, «c’è stato un furto, tra martedì e mercoledì: divelta parte della recinzione qualcuno è entrato e ha distrutto tre macchinette distributrici per raccattare qualche misera monetina. Episodio spregevole che condanniamo, se mai ce ne fosse bisogno, auspicando che le forze dell’ordine ne identifichino i responsabili». Episodio soprattutto che i dipendenti, di cui si fa portavoce Fausto Sartorato in quanto esponente di Usb, negano abbiano a che fare con lo spegnimento della telecamera di sorveglianza imposto a suo tempo, come quello dei dispositivi GPS, dalla direzione provinciale del lavoro. «I furti, e di automezzi, avvenivano anche a telecamera accesa». Per l’azienda, il GPS serve a reperire rapidamente i mezzi e ottimizzarne i percorsi, dunque il servizio.
Come detto le condizioni del lavoro lasciano a desiderare: «In 70 hanno tre docce e due gabinetti» elenca Sartorato, «gli uffici sono nuovi, risistemati negli ultimi anni, ma quanto al resto… Su cinque porte, quattro sono già rotte. Gli interinali si cambiano in uno spogliatoio non riscaldato, che noi usiamo per lasciarci la roba sporca: non sono condizioni decenti. Speriamo che l’amministrazione si decida a intervenire sul deposito». Più in generale, Sartorato riferisce che «in Agesp c’è un clima intimidatorio verso i lavoratori che non si capisce, o meglio ci dice che abbiamo colto nel segno, abbiamo fatto centro. E non lasceremo cadere la cosa. Se si continua così, indiremo degli scioperi. Vogliamo davvero ridurci come a Napoli? Se vogliono lo scontro, l’avranno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 settembre 2010
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