Zona industriale, in arrivo tre rotonde a spese delle nuove aziende

Verrebbero realizzate a scomputo degli oneri di urbanizzazione: lo prevede la nuova convenzione-tipo votata in consiglio comunale. Ma le lamentele degli imprenditori sono numerose: niente servizi e indicazioni insufficienti

Una seduta di consiglio comunale abbastanza ricca di contenuti quella di giovedì 17 settembre, alla ripresa dell’attività politica più "visibile". Al di là delle schermaglie di rito e degli aspetti più di "colore", con la solitaria protesta di Audio Porfidio contro le multe, che prende la strada del cartellone satirico indirizzato agli arcinemici di sempre, i vigili urbani, la serata ha visto toccare numerosi temi, fra una delibera e un’interrogazione: fra questi, la zona industriale di Sacconago. Un argomento "caldo", tanto più che nel pomeriggio stesso si erano riuniti al Lux di piazza San Donato i membri del Comitato  promotore della Zona produttiva sud-ovest, presenti il vicesindaco Giampiero Reguzzoni e l’assessore Franco Castiglioni a raccoglierne le non poche lagnanze.
Una zona industriale dall’aria semiabbandonata, che nei periodi di più acuta crisi, con varie aziende chiuse, faceva quasi paura: scarsi i collegamenti con l’esterno, erbacce incolte che crescono nei marciapiedi, frequentati quasi solo dall’occasionale runner, stradoni larghi e rettilinei dagli incroci mortalmente pericolosi, data la velocità cui in troppi si sentono autorizzati, assenza totale di servizi. Dal comitato è venuta al Comune la richiesta per ora di piccoli e semplici interventi: qualche cartello indicatore più chiaro, anche dei nomi delle vie per i camion che vanno e vengono; e l’inversione, sempre a beneficio del traffico commerciale, del senso unico istituito due anni fa in via Piombina e mai apprezzato, tanto più che spingeva i mezzi in arrivo da nord all’attraversamento dell’abitato di Sacconago. La perdurante mancanza di un centro servizi, pur previsto dall’amministrazione, è stata lamentata dagli imprenditori. Reguzzoni e Castiglioni hanno puntualizzato che il bando pubblico per il centro servizi uscirà a breve, quanto alla viabilità si dovrà attendere l’intervento su via Piombina e quello, ancor più a lunga scadenza al momento, per la sospirata bretella verso via del Chisso-via Amendola.

Sulla base di queste considerazioni, anche in consiglio comunale si è tornato a trattare il punto; il sinaghino Valerio Mariani (PD) si è incaricato di ricordare in aula le richieste del comitato.
Una delle delibere in votazione proposta dalla Giunta prevedeva una modifica alla convenzione-tipo per la cessione delle aree Pip (piano insediamenti produttivi), divenuta, nella parole del sindaco, «una zavorra». Le modifiche riguardavano tra l’altro la valutazione delle strutture esistenti tramite perizie giurate, la possibilità per il Comune di incassare delle fidejussioni relative alle alberature (già in loco), e, per correre ai ripari rispetto alla pericolosità di strade che "invitano" a correre, la realizzazione di tre rotonde: viale dell’Industria/via Tibet, viale delle Industrie/via Ferrario e viaFerrario/via Massari Marzoli. Le rotatorie verrebbero realizzate a scomputo degli oneri di urbanizzazione, dunque a spese delle otto aziende pronte ad insediarsi nella zona industriale. Punto che non ha avuto vita facilissima: perplessità sul testo hanno indotto il presidente Speroni a sospendere la seduta per dare modo di rivederlo e solo dopo un’ora di laboriosa sistemazione si è giunti al testo definitivo, più chiaro, approvato dalla maggioranza con astensione delle opposizioni. Il sindaco Farioli ha annunciato che prossimamente si organizzerà un incontro in zona industriale per affrontare i fvari punti. Rispondendo invece ad una interrogazione di Alberto Grandi (PD) sulla bretella di via del Chisso, il sindaco ha riferito che si è costituito un tavolo di lavoro per l’accessibilità della zona industriale fra tutti gli enti interessati. Busto savrà finanziamenti e progetti ma c’è un problema: «la guerra guerreggiata tra il Comune di Magnago, la Provincia di Milano e la Regione Lombardia», con il primo, il cui atteggiamento «ha incarognito» gli interlocutori, che cerca di evitare l’accesso di mezzi pesanti. Su via Piombina, accesso da Sacconago, Farioli riferiva che sono in competizione due scuole di pensiero (intanto, lavori non se ne vedono); per l’eventuale sottopasso da via del Chisso, a nord, intervento legato a filo doppio alla questione del centro intermodale sulla linea Saronno-Novara delle ferrovie Nord, è inserito in un protocollo d’intesa con Hupac e le Fnm.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 settembre 2010
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