Biblioteca “ceduta”: «Andremo in tribunale»

Il consiglio approva il passaggio della struttura “a titolo oneroso” alla Seprio Servizi. La minoranza: “Delibera di dubbia legalità, esposto alla Corte dei conti e ricorso al Tar”

La biblioteca Frera sarà “ceduta a titolo oneroso”, come recita la delibera, alla Seprio Servizi, società interamente di proprietà del comune. Il sindaco Stefano Candiani non nasconde la sua irritazione se qualcuno parla di “vendita” e ha spiegato nei giorni scorsi il perchè di questa operazione. La delibera è stata approvata definitivamente, dopo un primo rinvio per vizi di forma, dal consiglio comunale, sabato mattina, e la minoranza dichiara che la questione non si fermerà qui e che potrebbe arrivare anche sui tavoli della Corte dei conti e del Tar.
Anche nella maggioranza di centrodestra, non erano tutti d’accordo: il consigliere del gruppo di Alleanza Nazionale, Fabio Bascialla, si è dichiarato contrario e e ha espresso tutte le sue perplessità in un intervento che ha anche avanzato dubbi sulla delibera in approvazione, chiedendone persino il ritiro. Richiesta avanzata anche dai consiglieri di minoranza, Carlo Uslenghi (Città Nuova) e Luca Carignola (Ulivo per Tradate), ma rifiutata. Delibera approvata con i voti di Lega Nord e Popolo delle libertà.

Mentre nella maggioranza pare siano in corso agitazioni e prese di posizioni per il comportamento del “dissidente” bascialla, i gruppi di minoranza non ci stanno e spiegano che che «appena la deliberazione sarà pubblicata all’albo pretorio, valuteremo la presentazione di ricorso al TAR per l’annullamento della deliberazione approvata in violazione di legge. Inoltre, appena la proprietà degli edifici ex Truffini, ora centro civico polivalente, ed ex Frera, ora biblioteca civica-sede museale, passerà alla Seprio Patrimonio Servizi srl, cioè dopo il rogito notarile, presenteremo un esposto alla Corte dei Conti per la verifica del danno erariale». Ma non è tutto, Carlo Uslenghi spiega inoltre: «È allo studio tutta la documentazione, il testo di deliberazione, per accertare se sussiste anche il rilievo penale per aver alienato dei beni patrimoniali pubblici non disponibili a danno del patrimonio del Comune di Tradate per garantire un migliore accorpamento delle società partecipate dei Comuni di Tradate e di Castellanza».

«Si è portato in consiglio comunale in fretta e furia una delibera di dubbia legalità che necessitava un maggiore approfondimento e coinvolgimento dei consiglieri comunali e della cittadinanza – spiega Luca Carignola -; non è chiara neanche l’economicità dell’operazione, che tra l’altro fa carta straccia dell’ultimo business plan della Seprio. Visto che nessuno dei nostri dubbi è stato chiarito chiederemo che la Corte dei conti si esprima sulla regolarità o meno della delibera. Si tratta in ogni caso di un atto di arroganza senza precedenti da parte dell’amministrazione comunale, dettato certamente dalla disperazione per lo stato in cui versano i conti pubblici, un salto nel buio che non sappiamo dove di porta, l’unico dato certo è che il Comune non è più proprietario della biblioteca e di villa Trufffini».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2010
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