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E’ varesina la prima attrice di film per adulti in 3D

Intervista a Fiamma Monti, 19enne protagonista del primo film per adulti girato come "Avatar" che sarà distribuito il prossimo inverno. Per questa scelta ha dovuto lasciare la scuola di suore dove studiava

Fiamma Monti«Faccio film per adulti perchè mi piacciono e perchè ho scelto di farlo». Fiamma Monti ha 19 anni ed è di Varese, non svela il suo vero nome, preferisce quello d’arte, per ora. «È un’intervista per il film, la vita privata è un’altra cosa, coinvolge anche altre persone». Il film in questione è Casino 45, è la sua prima prova di attrice ed è un film per adulti, il primo in Italia in 3D. Interpretazione che le è costata anche l’espulsione dalla scuola di suore dove studiava.
Ma andiamo con ordine. Il film è prodotto dalla Pink’o, una solida casa di produzione, una delle più grandi in Europa nel settore dei film per adulti, che fornisce gran parte dei canali satellitari specializzati. Casino 45 è un film porno di ambientazione storica, costoso, soprattutto per le riprese in 3D, esattamente come in Avatar, con il noleggio di una telecamera che può costare anche 20mila euro l’ora. E Fiamma Monti ne è la protagonista, insieme a Vittoria Risi, la nuova recente infatuazione di Vittorio Sgarbi.
Fiamma si presenta in redazione per l’intervista tutta vestita di scuro, niente di scoperto. «Sono sempre in giro così, non serve mica mettersi in mostra» spiega decisa, ma anche frastornata. «Sto facendo molte interviste, dall’estate è cambiato tutto. Questo film mi ha sconvolto la vita».

Come sei diventata la protagonista di Casino 45?
«A giugno, parlando col mio fidanzato, abbiamo deciso che avrei percorso questa strada, che ci avrei provato. Ho fatto un book e poi l’ho mandato a diversi siti internet, fino a quello che poi mi ha messo in contatto con la Pink’o. Abbiamo girato il film ques’estate. Adesso è in fase di preparazione e dovrebbe essere pronto in inverno».

Te l’aspettavi di finire subito in una grossa produzione?
«Non volevo fare film amatoriali girati in salotto. Sono stata fortunata. Ma nessuno mi ha detto come sarebbe andata, se sarei stata brava, è stato un terno al lotto per tutti. Non si pensava che questo film potesse essere una bomba atomica come si sta dimostrando. Ne stanno parlando dappertutto e il trailer di sei minuti che abbiamo presentato a Berlino è stato un successo».

Questa scelta ti è costata anche l’espulsione dalla scuola…
«Non mi hanno espulsa. È arrivata una telefonata anonima alla direttrice che poi mi ha chiamata nel suo ufficio. Mi ha chiesto se sono io Fiamma Monti e ho detto di sì. Mi hanno allontanta per “etica morale della scuola”. Non c’è stato alcun litigio. Io rispetto le regole. Se c’e il divieto di andare in giro vestita di verde, va fatto. Sapevo che sarebbe accaduto, in fondo è una scuola cattolica».

Hai interrotto gli studi?
«No, studio da privatista. Voglio prendere il diploma e poi andare all’università».

In che ramo?
«Non lo so ancora. Ma magari ci andrò dopo una pausa. Voglio anche lavorare».

Rimanendo nel settore?
«Sì, ormai è questa la mia attività. Ho già un contratto in esclusiva con la Pink’o».


Ma perchè una ragazza di 19 anni sceglie di fare l’attrice di questo genere di film?

«La domanda non è perchè, ma cosa volevo fare. Molti della mia età non ne hanno alcuna idea. Io lo sapevo, ci ho pensato. Volevo fare questo perché è l’ambito in cui mi sento più me stessa. Ognuno ha il proprio talento, io volevo l’attrice di film per adulti. Non è che cercavo altro e non ci sono riuscita: non volevo fare la modella o l’attrice di cinema. Questa non è la mia seconda scelta. Lo ripeto, è quello che volevo».

Da quando?
«Mica da bambina. Non sono matta. Ero curiosa di questa strada. Adesso mi sento bene in questo ruolo».

Cosa serve per diventare un attrice porno?
«Non serve avere una 38 o una quinta di seno. Serve carattere. Quello che ti aspetta fuori e un mondo di dubbi. Vogliono vederti crollare in ogni momento. Se sei convinta di quello che fai e ti piace, vai avanti, ed è quello che sto facendo io».

Critiche?
«Molte, ma non mi interessano».

I tuoi genitori sanno di questo lavoro?
«Ci sono stati problemi in casa, loro come ideale comune pensano che questo sia un mondo di droga, alcol, ma non è vero. E glielo sto dimostrando: non mi drogo. C’è anche quello, ma come in tanti altri settori lavorativi. L’importante è saper scindere, conoscere il limite».

Come ti fa sentire questa situazione?
«Non mi piace. I miei genitori si rendono uguali a tutti gli altri. Si fanno influenzare. Con loro però manterrò sempre un dialogo, non ho niente da nascondere. Li aspetto e basta. Spero che capiscano».

Gli amici?
«Gli amici amici ci sono ancora. Quelli vicini sono due ragazze e un ragazzo, loro non dicono, fanno: mi aiutano in tutto e mi sostengono senza troppe parole. E li ringrazio molto per questo».

Quella di Casino 45 è stata la tua prima volta davanti a una telecamera durante un rapporto?
«Sì. Lo è stato in generale».

Come è stato?
«Non avevo alcuna esperienza della vita sul set. C’è molta agitazione, poi mi hanno spiegato che era anche per via del 3D, nessuno lo aveva mai fatto. Quando fai una scena, poi, non pensi certo alla telecamere o alle persone intorno».

Imbarazzo?
«Di solito mi trovo più in imbarazzo a parlarne che a fare la scena».

Ti sei rivista dopo aver girato?
«Non ho ancora visto il film, ho visto solo il trailer a Berlino. Mi vergognavo molto prima di guardarlo, ma quando l’ho visto ho pensato che sono molto bella. Non è volgare: seppur nella finzione, sembra di molto naturale».

Cosa ti aspetti ora?
«Non mi aspettavo nemmeno quello che e successo in questi mesi. Non ho sogni particolari, volevo fare l’attirce di film per adulti, basta. Adesso ho centinaia di inviti a serate, ma non ho ancora risposto a nessuno, non mi voglio bruciare».

Prima di andarsene Fiamma chiede quando uscirà l’articolo, è curiosa. E poi è decisa a riaprire un profilo Facebook: «Me lo hanno già chiuso due volte perchè arrivano delle segnalazioni. Ma mica metto immagini particolari. Ci sono solo io, come fanno tantissime altre ragazze su Facebook».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2010
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