Biblioteca “in vendita”? Cade la testa dell’assessore ex An

La delibera sul conferimento “a titolo oneroso” della struttura aveva avuto il voto contrario del consigliere Bascialla. L’assessore Accordino lo difende e il sindaco gli toglie le deleghe

Stefano Candiani, sindaco di TradateGli ex An non si allineano alla maggioranza e all’assessore vengono revocate le deleghe. Maertedì è stata giornata di fuoco a Tradate, dove dopo un’accesa discussione, il sindaco Stefano Candiani, anche segretario provinciale della Lega Nord, ha revocato la delega del commercio a Franco Accordino, ex An e più vicino Futuro e Libertà di Fini che al Popolo delle libertà.
La questione è scoppiata a causa del conferimento “a titolo oneroso” della biblioteca comunale Frera alla Seprio Servizi (Candiani smentisce si tratti di una vendita).
Settimana scorsa vi sono stati due consigli comunali: nel primo il punto è stato rinviato per vizi di forma; il secondo invece era interamente dedicato al tema. In entrambe le sedute il consigliere comunale Fabio Bascialla, ex An vicino ad Accordino, ha espresso le proprie critiche all’operazione, condividendo anche diversi punti con l’opposizione, arrivando a votare contro l’alienazione della biblioteca.

La questione, oltre alla minoranza che ha dichiarato di ricorrere al Tar e alla Corte dei conti, è diventata anche politica: una resa dei conti all’interno della maggioranza tradatese, composta da Lega Nord, Popolo delle Libertà e appunto dal gruppo di An (come ancora indicato sul sito del comune). Il sindaco, martedì mattina, ha convocato una giunta urgente nella quale ha chiesto ad Accordino se condividesse la posizione di Bascialla e se lui stesso facesse parte del Popolo delle libertà.
«Non ci ha dato rassicurazioni – spiega Candiani poi in conferenza stampa -. È venuta meno la nostra fiducia nei suoi confronti e gli ho revocato le deleghe». Deleghe che passeranno al vicesindaco Vito Pipolo.
All’inizio della seconda legislazione, Candiani aveva già perso due membri della maggioranza che hanno creato il gruppo Unione Italiana: l’ex vicesindaco Gianluigi Margutti e il consigliere Massimo Tagliabue.
Ora, quasi sicuramente, il consigliere “dissidente” Bascialla potrebbe dare vita al gruppo di Futuro e Libertà. La maggioranza di Lega e Pdl avrebbe comunque i numeri per andare avanti nella legislatura.

«Questa maggioranza non ha voglia di fare la patata bollita come il governo nazionale. Abbiamo i numeri per stare comunque in piedi – commenta duro il primo cittadino -. È un chiarimento politico, la questione della biblioteca era stata ampiamente dibattuta in maggioranza. C’è una scelta politica chiara, in questo caso legata alla voglia di smarcarsi da parte di Bascialla e Accordino: siamo stati eletti dai cittadini con un accordo politico chiaro, che impone di condividere le scelte ed essere tutti sullo stesso piano. Accordino non ha modificato le proprie opinioni rispetto al consigliere Bascialla. Non ho potuto fare altro che prendere atto del venir meno di un rapporto fiduciario politico. Chi è in consiglio può votare quello che vuole ma chi è in giunta eve essere coerente con le scelte dell’amministrazione e della politica».
«Abbiamo cercato dialogo in tutti i modi – aggiunge Rosario Tramontana, capogruppo Pdl -. Ma non abbiamo trovato punti d’incontro». «La Seprio Servizi è il braccio operativo del comune e quanto fatto è nel programma amministrativo» ha aggiunto Pipolo. «Sono tempi difficili per tutte le amministrazioni – ha chiudo Mario Clerici, capogruppo della Lega -. Compiti primario dell’amministrazione è mantenere i servizi e questa delibera della biblioteca e solo un atto per mantenere alta qualità del servizio».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2010
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