Il conferimento della biblioteca finisce davanti al Tar

I consiglieri di opposizione avevano fatto ricorso al Capo dello Stato, ma “il sindaco ha chiesto che venga trasferita al Tar. Così sia noi che il comune dovremo pagare degli avvocati”

Non si placa la polemica sulla biblioteca comunale conferita “a titolo oneroso” alla Seprio Servizi. Dopo il ricorso al Capo dello Stato presentato nei giorni scorsi dalle forse di opposizione (Gruppo Ulivo, Città Nuova, Unione Italiana), la stessa minoranza fa sapere di aver ricevuto una comunicazione dall’amministrazione comunale: «Il sindaco ha fatto opposizione al ricorso chiedendo che la causa venga trasferita in sede di TAR Lombardia – spiegano -. L’atto è stato notificato ai consiglieri comunali di minoranza in data 14 dicembre 2010, pertanto entro il 13 febbraio 2011 i consiglieri comunali ricorrenti, se intendono proseguire, dovranno costituirsi in sede di TAR».
 
Se il comune non avesse fatto questa operazione, tutto si sarebbe svolto come «una causa documentale e non dibattimentale, senza avvocati ma solo con documenti, e non onerosa per i consiglieri ricorrenti ma anche per il Comune» proseguono dalla minoranza.
I consiglieri comunali hanno però deciso di proseguire lo stesso: «Stiamo nominando il collegio legale per la costituzione in sede di TAR,in merito alla richiesta di annullamento delle deliberazioni di conferimento oneroso della biblioteca civica alla Seprio Patrimonio Servizi srl. Dovremo pagare di tasca nostra il contributo unificato e l’onorario del legale, mentre il Comune, che ha scelto di dare incarico ad uno studio legale per trasferire la causa al Tar, utilizza i soldi delle casse comunali, cioè dei cittadini».
 
Le forze di opposizione spiegano che si sarebbe potuto evitare di ricorrere agli avvocati: «In seguito al ricorso al Capo dello Stato, il Segretariato della Presidenza della Repubblica ha comunicato che gli atti avrebbero dovuto essere istruiti dal Ministero dell’Interno, per poi essere valutati dal Consiglio di Stato, dopo la controrelazione del Comune. Il Consiglio di Stato avrebbe dovuto esprimere un parere vincolante sulla richiesta di annullamento, adottato dal Presidente della Repubblica con un proprio DPR». Ma così non è stato e la questione finirà sul tavolo del tribunale amministrativo regionale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2010
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