65 chili di “khat” nascosti dietro le patate: tre in manette

I militari della Guardia di Finanza di Prato e di Malpensa, in un'operazione congiunta, hanno sequestrato il carico di droga, importata via terra dall'Olanda, sull'autostrada A1

I militari della Guardia di Finanza di Prato e di Malpensa, in un’operazione congiunta, hanno sequestrato 65 chilogrammi di sostanza stupefacente “khat” vegetale e arrestato 3 persone. Si tratta di una pianta le cui foglie contengono un alcaloide dall’azione stimolante, che causa stati di eccitazione e di euforia, e che provoca forme di dipendenza, consumata in molte zone dell’Africa (Etiopia soprattutto) e Asia (in Yemen). Il carico di droga, importata via terra dall’Olanda e destinato a Prato, è stato intercettato sull’autostrada A1, nei pressi di Firenze, dove stava per essere consegnato ad una donna di origine somala, incaricata dell’acquisto per conto del coniuge che gestiva il traffico nonostante fosse agli arresti domiciliari a Montemurlo (Prato). A trasportare lo stupefacente un autotrasportatore italiano di 44 anni, originario della provincia di Frosinone, ma residente in provincia di Latina, anche lui arrestato. La droga era nascosta in un carico di patate, sul tir. L’attività investigativa è stata condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Malpensa e coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Nel tir erano nascosti dietro ad un carico di patate 12 scatoloni contenenti stupefacente. I finanzieri di Prato, unitamente ai finanzieri di Malpensa, pedinando la moglie del somalo, sono arrivati alla piazzola di sosta poco dopo il casello di Firenze Sud dell’A1, dove doveva avvenire lo scambio della droga e dove è stato intercettato il tir. Oltre alla droga, la finanza ha messo sotto sequestro il camion e vari cellulari trovati a casa della coppia somala: tutti telefoni che sarebbe stati utilizzati indebitamente dal quarantunenne. Quest’ultimo, così come l’autotrasportatore, è poi finito in carcere. La moglie, invece, è stata messa agli arresti domiciliari.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 gennaio 2011
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