Ad Art First la Galleria il Chiostro propone grandi classici e giovani artisti

La galleria di Duilio e Marina Affanni è l’unica della provincia ad esporre alla Fiera dell’Arte di Bologna, l'appuntamento più importante per il mercato dell'arte in Italia

Presente in Fiera a Bologna da oltre 20 anni, Il Chiostro di Saronno, quest’anno è l’unica Galleria della provincia a partecipare all’appuntamento più importante in Italia per il mercato dell’arte.
Fondata nel 1988 con una mostra di Filippo de Pisis, nel corso degli anni ha svolto un’attività espositiva dedicata ai maestri del XX secolo quali Marino Marini, Francesco De Rocchi, Carlo Carrà, Angelo Del Bon, Mario Sironi, Lucio Fontana e Aroldo Bonzagni, e artisti contemporanei come Jorge Eielson, Ferdinando Greco, Joaquin Roca-Rey, Giancarlo Ossola, Jean Michel Folon, Jorunn Monrad e Franco Marrocco.
Negli ultimi dieci anni il lavoro di Duilio e Marina Affanni si è aperto all’arte contemporanea con mostre di giovani artisti.
 
Duilio Affanni, quali artisti ha deciso di presentare quest’anno in Fiera?
Siamo presenti con alcuni pezzi di Burri, Campigli, Melotti e Fontana, artisti ormai classici ma ancora molto amati dai collezionisti. Una sezione presenta anche giovani come Marco di Giovanni, Denis Pondruel, Alberto Storari e Andrea Facco.
 
La Galleria il Chiostro è ormai tra i fedelissimi di Art First, quando avete esposto la prima volta?
Era il 1991, tre anni dopo l’apertura e da allora è diventato un appuntamento irrinunciabile.
 
Ha ancora senso essere presenti in Fiera?
Questo appuntamento è il vero termometro del mercato di tutto l’anno, a prescindere dalle vendite che possiamo concludere in questi spazi, possiamo capire come si svolgerà il lavoro di tutto l’anno vedendo come vanno questi giorni.
 
Osservatore da vent’anni di questo evento, come lo ha visto cambiare?
Questa fiera rimane l’appuntamento italiano più importante, in questi ultimi quindici anni ha saputo rinnovarsi, attuando una trasformazione radicale che ha permesso di diventare un evento di prestigio anche agli occhi del mercato straniero. Ieri sera all’inaugurazione c’era il più bel mondo del collezionismo internazionale.
 
Voi proponete grandi classici, senza rinunciare ai giovani. Perché?
Il collezionismo consolidato guarda agli artisti consolidati, non possiamo quindi prescindere dai grandi maestri. Ci interessa però anche l’arte più contemporanea, sui giovani si può scommettere e quindi fondare le basi per l’arte del futuro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2011
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