Al cinema per il Giorno della Memoria

Sabato 29 gennaio a Filmstudio'90 verrà presentato il film "Il cielo cade". Prima si terrà il dibattito con giornalista Franco Giannantoni mentre in via sacco la mostra "Triangoli rosa"

Diverse iniziative per il Giorno della Memoria 2011 organizzate da ANPI, ARCI, Filmstudio90, CoopUf, Coop. Belforte, Albero di Antonia, Arcobalengo e Amnesty International. Innanzitutto la Mostra dedicata all’Omocausto "Triangoli rosa", allestita sotto il portico del Comune di Varese, curata dall’ Associazione Arcobalengo e visitabile fino a domenica, giorno in cui è previsto anche (ritrovo alle 10 al Giardino dei Giusti in viale Aguggiari) la deposizione di fiori sulla stele di Perlasca e sulla targa dedicata a Marrone..
Sabato 29 gennaio alle ore 17.30, a Filmstudio 90, non a caso da alcuni anni intitolata al Comandante "Claudio" Macchi, un incontro con il giornalista Franco Giannantoni, che ricorderà la Shoah a Varese e provincia negli anni ’43-’45 nonchè la morte di Calogero Marrone, Con Ibio Paolucci, il famoso giornalista varesino ha pubblicato il libro "Un eroe dimenticato", edito da Arterigere nel 2002, che ripercorre la storia esemplare di Marrone, funzionario pubblico varesino assassinato a Dachau dove era stato deportato per avere aiutato ebrei ed antifascisti .
A seguire sarà proiettato (ingresso a offerta libera) un film assai coinvolgente ma poco conosciuto dal pubblico: si tratta di IL CIELO CADE di Andrea e Antonio Frazzi, interpretato da Isabella Rossellini, Jeroen Krabbé e Veronica Niccolai. Ambientato in Toscana, nell’estate 1944, racconta una drammatica pagina di storia . Persi i genitori in un incidente di macchina, le piccole sorelle Penny e Baby vengono condotte presso gli zii, che abitano in una grande casa in campagna. Katchen, sorella della mamma, ha sposato Wilhelm, un intellettuale tedesco di origine ebraica amante della musica e dell’arte, hanno una figlia adolescente. Per le bambine comincia una nuova vita, nella quale trovano qualche difficoltà ad inserirsi. Soprattutto Penny si vede accusata di colpe che ritiene di non aver commesso, piange e dice che vuole morire. Si tratta solo di incomprensioni, perché a poco a poco gli zii vincono la diffidenza di lei e della sorellina, e un clima migliore comincia a crearsi nella grande casa. Le due ragazzine fanno amicizia con i figli dei contadini, scherzano sui primi palpiti amorosi, mostrano il loro forte senso religioso. Gli avvenimenti esterni però incalzano: le dimissioni di Mussolini, l’armistizio…. finchè sulla strada della ritirata arriva alla villa un plotone tedesco e le cose putroppo prendono una piega drammatica. Interessante è notare che il film racconta una storia vera, quella della regista e scrittrice (il suo libro autobiografico è edito da Sellerio, Premio Viareggio nel 1962) Lorenza Mazzetti, una delle fondatrici con Lindsay Anderson del Free Cinema inglese: da bambina rimase orfana di entrambi i genitori e fu realmente affidata con la sorella alle cure della zia Nina, sposata con il cugino di Albert Einstein. Accolte con grande disponibilità, le due bambine vissero in serenità nella casa sui colli fiorentini, fino al massacro compiuto dalle ss tedesche nel 1944.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 gennaio 2011
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