“Al posto delle cave un risanamento ambientale”

Consiglieri provinciali e comunali del centrosinistra, insieme ai comitati ambientalisti, spiegano i motivi per dire no al piano cave in votazione lunedì in provincia a Como

Lunedì 10 gennaio il Consiglio Provinciale voterà l’approvazione del Piano Cave della Provincia di Como, un documento che ha un’importanza cruciale per i territori della zona del Seprio poichè individua tre siti di estrazione tra  Mozzate e Locate Varesino. Durante la conferenza stampa di domenica mattina in Municpio a Locale, forze politiche e associazioni di sono espresse sul documento.

Roberto Terzaghi, capogruppo della lista Democratici per Locate in consiglio comunale, traccia una breve storia dello sfruttamento a scopo estrattivo del territorio e del Piano Cave: «I Comitali ambientali della zona ed il Circolo locale del PD hanno proposto ai Consiglieri Provinciali diversi emendamenti al Piano Cave della Provincia di Como, in grado di ribaltare la proposta di Piano esistente e portare invece un risanamento ambientale in una zona, del basso comasco, degradata da continue politiche dissennate che hanno voluto nella nostra zona discariche di rifiuti in continuazione, ancora da bonificare ed ultimamente la Pedemontana con un’area di servizio enorme che estirpa oltre 300.000 mq di boschi. Per quanto riguarda in particolare il nuovo sito previsto a Locate Varesino, parte di un vastissimo giacimento già individuato per i decenni a venire, esso risulta in una posizione totalmente visibile e molto prossima al paese, che dunque porterà inevitabilmente gravi danni e disagi di varia natura. In vista della approvazione del piano cave prevista in provincia tra due giorni – prosegue il Consigliere – le liste locali del Partito Democratico e i comitati spontanei chiedono dunque un finale ripensamento, per interrompere un opaco percorso sinora seguito. Basta infierire continuamente sul territorio e pensiamo piuttosto a salvaguardare e a riqualificare quello che ci è rimasto. Aspettiamo  – senza farci troppe illusioni – la discussione dei prossimo giorni il cui esito è incerto: solo ieri sera, Giancarlo Galli ha espresso l’intenzione del neonato gruppo Autonomia Comasca di votare contro al piano stesso».

Eugenio Castiglioni, Comitato No alla Cava di Locate Varesino, avanza grandi perplessità sul modo in cui è stata realizzata la Valutazione Ambientale Strategica, su cui gravano vizi forma sanciti anche dal TAR, e punta il dito su una questione che però apre inquietanti spiragli sugli interessi intorno al Piano Cave: «Che cosa sta dietro al Piano Cave? Tempo addietro – nel 2009, 5 mesi prima che venissero decise le localizzazionei delle cave – uno studio legale di Como spedisce a ciascun proprietario dei terreni interessati dall’intervento una lettera in cui esprimeva l’intenzione di acquistare i terreni. Chi ha interesse?».

Renato Tettamanti, consigliere provinciale PRC e componente della Commissione Ecologia, riassume la storia dell’approvazione del Piano Cave in Provincia, e poi avanza alcune riserve sulla discussione della prossima settimana: «La posizione espressa da Giancarlo Galli nell’incontro di ieri sera apre un giallo: il Piano Cave era stati già convocato il 14 dicembre per cui i gruppi di opposizione hanno presentato 10 emendamenti che raccolgono il lavoro fatto in questi anni in cui si chiede lo stralcio di questi siti estrattivi. La seduta del 14 dicembre non si è svolta e la discussione del Piano è stata rinviata alla prossima settimana. Il Consiglio Provinciale non è ancora stato convocato formalmente, io ho un timore: il regolamento prevede che siano votate una per una tutte le osservazioni, ora prima del Natale si diceva di discuterne alcune, ma non si sa bene come sarà lunedì la discussione. La Lega non si è mai espressa. Costruire un Piano Cave – conclude Tettamanti – è complicato ed è stato costruito un documento che tiene conto degli equilibri politici del territorio e gli insediamenti – sarà un caso – insistono su territori amministrati dal Centro Sinistra».

Chiara Braga, deputato e consigliere provinciale: «La vicenda del Piano è l’ennesima dimostrazione dell’impossibilità della compagine politica che governa la Provincia di Como di conseguire un qualche risultato. Ora apprendiamo la virata del gruppo di Autonomia Comasca e, dice il sindaco di Locate, anche della Lega, resta da vedere che cosa accadrà nella discussione: noi chiediamo che ci sia una valutazione approfondita e una discussione su ciascuna delle osservazioni presentate».
Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Consiglio Regionale: «A pochi giorni dalla discussione del Piano Cave è importante ribadire le posizioni di ciascuno degli attori coinvolti. Bisogna chiedere alla Forze di maggioranza di rispettare gli impegni presi, tra cui l’accordo Franchi – Selva (allora Presidente della provincia ed esponente leghista) che impegnava la Provincia a non realizzare altre cave o discariche su questo territorio. Dopo il passaggio in Consiglio Provinciale ci sarà la fase in Regione, che riaprirà la discussione. Ambrogio Guglielmetti, Comitato Salute Pubblica Mozzate: «Uno dei compiti della VAS consiste nel controllare gli effetti degli insediamenti sulla popolazione, per questo la fretta e la superficialità con cui è stata realizzata ci lascia interdetti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 gennaio 2011
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