Arriva l’etichetta d’origine per gli alimenti “Sconfitte le lobbies, consumatori più liberi”

Coldiretti “Sconfitte le lobbies, consumatori più liberi”

Scatta l’ora della verità per salami, formaggi, latte a lunga conservazione, prosciutti, breasole, ma anche marmellate e conserve, verdura sottolio o sottaceto, pane e pasta.
“Con l’approvazione della legge sulla nuova etichetta d’origine per i cibi che portiamo in tavola si apre una nuova fase per i consumatori e per i produttori italiani – commenta Fernando Fiori, Presidente della Coldiretti Varese – dopo dieci anni di battaglie contro lobbies di ogni tipo, riusciremo a garantire un’informazione trasparente sugli alimenti venduti in Italia, compresi quelli che magari sono fatti con prodotti che arrivano in tutto o in parte dall’estero”.
Gli ultimi dati disponibili dicono per esempio che da gennaio a settembre 2010 in Italia sono stati importati più di 300 mila quintali di suini vini e oltre 7 milioni e mezzo di quintali di carni suine fresche, congelate e lavorate. L’anno scorso, al Brennero, durante la protesta della Coldiretti, sono stati intercettate migliaia di cosce per prosciutti dalla Danimarca e dall’Olanda dirette nelle province di Lecco e di Milano, oltre a decine di cisterne con latte tedesco e austriaco destinate nel Cremonese, nel Mantovano e nel Milanese. Mentre il Lodigiano custodisce alcune delle più importanti basi logistiche per lo smistamento dei prodotti alimentari esteri.
Ma ci sono anche le bresaole che nascono da carne bovina estera (Europa e Brasile) e che in Valtellina hanno solo lo stabilimento di trasformazione, oltre a formaggi e mozzarelle ottenuti da latte straniero. In Lombardia ogni anno si importano dalla Germania 12 milioni di quintali fra latte e formaggi pari al 30 per cento del totale italiano, che supera i 40 milioni di quintali.
“Adesso sarà tutto più chiaro – conclude Fiori – i consumatori saranno più liberi di scegliere, le aziende agricole si vedranno riconosciute il valore del lavoro che ogni giorno fanno su qualità e sicurezza alimentare, mentre le industrie non potranno più far passare come prodotto del territorio qualcosa che non lo è”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 gennaio 2011
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