Articolo 3 candida Antonello Corrado e corre da sola

Come previsto, il gruppo nato intorno al consigliere comunale non si aggrega ad altri. Critiche al PD, confermati i quattro punti chiave: no al cemento, spazi sociali, ambiente, mobilità ciclopedonale. Nei prossimi giorni al via le "primarie dei bisogni"

Articolo 3 batte un colpo da sinistra e rilancia la sua azione in vista delle elezioni. Il gruppo che candiderà a sindaco Antonello Corrado correrà da solo, salvo sviluppi al momento poco probabili; e annuncia prossime inziative a venire per le cosiddette "primarie dei bisogni". Si tratterà di raccogliere i pareri dei bustocchi su quali siano le necessità, quelle della città e quelle di ognuno, e trarne indicazioni utili a orientare i programmi e l’impegno in sede amministrativa.
Perchè il primo e più complesso problema sarà di rimanerci, in consiglio comunale: a meno di marce indietro sulla finanziaria, il nuovo consiglio comunale avrà solo 24 consiglieri, per entrarci serve quasi il 4% dei voti. Corrado con i suoi, un gruppo composito in cui non mancano la buona volontà e la freschezza dei ragazzi, stavolta si gioca il tutto per tutto: o la va, o la spacca. «È una scommessa da vincere, i bustocchi sono stufi della politica di facciata, vogliono un sindaco estraneo a politiche ‘bipartisan’ e interessi di parte. Che la città è di chi la vive e non di chi la governa, è un nostro slogan. Articolo 3 non è un cartello elettorale, è un movimento che diviso in gruppi tematici lavorerà sulle comissioni consiliari e il consiglio, facendo da interfaccia tra le richieste della gente, dei quartieri, delle associazioni, e l’amministrazione. Qui pochissimi vengono dai partiti: questa è genta mossa dalla volontà di cambiare le cose».
Una conferenza stampa particolare quella di Articolo 3, non monopolizzata dal consigliere-candidato sindaco, ma dove in molti, giovani e meno giovani della costituenda lista, hanno avuto modo di prendere la parola ed esporre alcuni spunti (fra questi Roberto Orlando, Marco Pellegatta, Ornella Nicola, Alex Gorletta).
«Antonello è stato il catalizzatore dei nostri pensieri, ha saputo dare voce alla Busto zittita dai poteri forti: dagli sfrattati ai carcerati, dai comitati di quartiere ai dipendenti comunali. Si è battuto contro l’inceneritore e la svendita di piazza Vittorio Emanuele II» ricordava Orlando. «La soluzione deve trovarsi fuori da logiche di partito, perchè la politica come la conosciamo oggi è inutile, non fa il bene di chi ha bisogno» la tesi di Corrado. «Qualche proposta e battaglia si è fatta, ho sentito tutti quelli che hanno collaborato con me in varie occasioni e i più si sono uniti a questo progetto. La città è reattiva, non è vero che è così dormiente. Abbiamo discusso tutti i temi e ho trovato impegno ed entusiasmo».

Alleanze: niet, e porte chiuse al PD

Sulle alleanze: partendo dal presupposto dell’art. 3 della Costituzione, che ci ricorda l’eguaglianza fra i cittadini, non solo, ma l’impegno della Repubblica per garantirne l’effettività, «non vedo molte speranze di accordi con nessun tipo di forza politica a Busto» scuote la testa Corrado. «Perchè solo chi condivide a parole e nei fatti questo articolo può essere nostro interlocutore. Per ora non vedo questi soggetti». Corrado di Rifondazione e della sua fuoriuscita non intende parlare («appartiene al passato: fa parte della mia storia, ma se ne sono uscito…»). Quanto ai rivali di maggior peso, del sindaco Farioli dice che lo stima personalmente, ma lo vede manovrato «dalla sua squadra di governo e di sottogoverno che non è in grado, né vuole gestire la città in maniera utile. Avesse avuto un po’ di coraggio a scrollarsi di dosso certe persone… Il gas, che più rendeva, è stato ceduto a Prealpigas di Gallarate, tutta Agesp è in mano a un paio di persone, quindi il controllo del Comune è sempre meno forte. Io ho fatto anche degli esposti in procura, aspetto notizie su questi passaggi». Di Carlo Stelluti, alfiere di quel centrosinistra con cui Corrado è in rotta, «non lo conosco», ammette il candidato, «dicono che è una brava persona, lo è anche Farioli. Ma chi ha dietro? Stelluti ha detto: sono contro lo spreco di territorio. Ottimo: lo siamo anche noi. Ma lui lo sa che il PD, sul referendum voluto da Porfidio e da noi sostenuto su piazza Vittorio Emanuele, è andato a dire di non andare a votare? Che sulla mia opposizione alla cementificazione mi hanno dato del sognatore?» «E oggi abbiamo tremila immobili sfitti a Busto. Battersi contro il consumo di territorio… a suon di astensioni?» infieriva Pellegatta, uno dei giovani del gruppo. «Stelluti dice una cosa sacrosanta, ma non è credibile se dietro di lui, come dietro Farioli, c’è chi pensa all’opposto. Non lo vedo a suo agio in mezzo a quelle persone» la "profezia" di Corrado.

No al cemento, sì alle case popolari

I quattro punti portanti del movimento restano quelli già annunciati l’autunno scorso. No alla cementificazione e a un ulteriore consumo di suolo; centri di aggregazione sociale, per giovani e anziani, per le associazioni, per chi ha voglia di fare e di stare insieme; un’analisi ambientale con mappatura dell’inquinamento in città; la riorganizzazione della viabilità cittadina a favore di pedoni e ciclisti.
Sul no al cemento, l’esempio preclaro è quello di Cassinetta di Lugagnano, centro dell’Ovest Milano che preserva le sue pregiate campagne. Qui «il primo passo è recuperare gli spazi recuperabili, anche in centro a Busto ci sono decine di case degradate in modo allucinante. Il nostro non è un no assoluto, costruire si può, ma devono essere case popolari, che in Lombardia non si vedono ormai da decenni» la tesi del gruppo esposta da Corrado e Pellegatta. «Troppi appartamenti sfitti e costruire ancora vuol dire non poter dare servizi alle nuove costruzioni.di destinazione d’uso di zone non edificabili». Sul social housing, nuova frontiera dell’edilizia spalancata proprio in quella direzione, «ci deve essere una contropartita per la cittadinanza in forma di prezzo adeguato. L’ha detto  anche il consigliere Cornacchia dal centrodestra che si ciurla nel manico quando si fissano parametri troppo alti per i prezzi o non si fissano i valori di affitto, questo non è social housing».
Sull’aggregazione sociale Corrado annuncia che già giovedì in consiglio comunale si dovrebbe votae su una sua mozione per adibire l’ex calzaturificio Borri, da dieci anni inutilmente in mano al comune dopo un acquisto assai oneroso, a spazio di aggregazione sociale anziché a centro benessere come caldeggiato dal centrodestra.

Le primarie dei bisogni

Le primarie dei bisogni consisteranno, spiegava Alex Gorletta, «in un sondaggio itinerante: chiederemo ai cittadini quali sono i loro bisogni, facendo interviste di due-tre minuti con telecamere. Si comincia venerdì 21 alle ferrovie Nord e in centro, con i pendolari e i giovani all’aperitivo rispettivamente; sabato 22 si va al mercato e in centro di nuovo, il 23 domenica all’uscita dalle chiese, pensiamo Sacconago e Borsano. Poi venerdì 28 di nuovo stazione, Fs stavolta, il sabato 29 mercato e centro, domenica 30 altre chiese e altri quartieri, ensiamo a Sant’Anna». E da quest’ultimo rione veniva il grazie di Franco Cascio per la voce data ad alcune esigenze locali che hanno trovato in parte risposta dal Comune grazie anche all’attenzione del consigliere Corrado. «Ci sono altri tre grossi problemi in ballo» ricordava Cascio senza specificare. A Sant’Anna si discute tra l’altro del futuro del centro sociale, ma sull’idea di realizzarvi un dormitorio-centro d’accogliena Corrado è perplesso, preferendo una soluzione presso i Frati in centro. «Intanto i problemi sociali avanzano, il centro psicosociale dell’ospedale ha il doppio dei pazienti del 2009, disperati per questioni di soldi e lavoro; e da volontario in carcere, constato che aumentano i reati dettati dalla disperazione, compiuti da persone fin lì oneste. E cosa si fa?»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2011
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