“Bisogna far girare meno contante nelle stazioni di servizio”

Immediata la reazione della categoria al nuovo episodio violento verso un benzinaio

La sparatoria di lunedì sera al distributore Ip di via per Fagnano, con il ferimento del gestore, porta con sè memorie pesanti e dolorose. C’è ancora forte emozione per l’omicidio di Angelo Canavesi, il benzinaio di Prospiano di Gorla Minore rimasto ucciso nel febbraio dell’anno scorso in circostanze analoghe. Delitto tuttora privo di un colpevole riconosciuto. Un mese fa, inoltre, nelle immediate vicinanze del distributore colpito stasera, un’altra rapina pistola in pugno stavolta ai danni di un bar, ma almeno in quell’occasione i presunti responsabili erano stati presi.
Si capisce come il ferimento di un benzinaio desti dunque una forte reazione: prima di tutto in chi gli è immediatamente vicino, i parenti e i collaboratori più stretti, quindi in tutta la categoria, ancora colpita dal dramma di Gorla e giustamente molto sensibile alle minacce che giungono dalla criminalità.
Sul posto infatti, quando ormai anche le forze dell’ordine se ne sono ormai andate, raccolti tutti i dati necessari, arrivano due colleghi dell’uomo colpito. Uno di questi è il fiduciario provinciale della Figisc-Confcommercio, Giorgio Speroni; l’altro è un collega più giovane; entrambi gestiscono pompe di benzina a Gallarate, entrambi hanno saputo del fattaccio attraverso i canali di "radio-benzinaio". È stato un terzo collega, che passando verso le 19 ha visto i mezzi delle forze dell’ordine, a dare l’allerta. «Siamo la cassa dello Stato» si sfoga il rappresentante di categoria, ricordando d’essere stato a sua volta vittima, in un passato lontano ma non per questo meno vivo, di rapine a mano armata. «Siamo stufi noi benzinai, stufi» dice mentre armeggia con il cellulare e si sincera delle condizioni del ferito. «Bisogna far girare meno contante, è l’unica» afferma, «le stazioni di servizio vanno messe in condizione di poter accettare le carte di credito, e senza che si pretendano commissioni assurde su ogni minimo pagamento». Meno contante che gira significa meno aspiranti rapinatori in circolazione: invece il benzinaio, con il farmacista, assurge a "obiettivo facile" per eccellenza. Colpo rapido, si sorpresa, e fuga altrettanto rapida sulla strada adiacente. O sull’autostrada, come probabilmente in questo caso. A volte però qualcosa va storto. E si rischia il morto ammazzato.
Tornano dal pronto soccorso anche i parenti del gestore, ancora in tuta, l’aria scossa, poca voglia – comprensibilmente – di parlare. Non hanno ancora potuto vedere l’uomo, affidato ai medici del pronto soccorso per cure comunque urgenti. È in difesa di moglie e figlia che Salvatore si sarebbe lanciato, a rischio di farsi uccidere, cercando di allontanare i rapinatori.
Ora, nella sera, restano il freddo, il buio, i segni tracciati col gesso là dove sono stati ritrovati i bossoli, e qualche cliente isolato che viene, fa il suo pieno all’automatico e se ne va, senza nemmeno immaginare cosa sia accaduto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 gennaio 2011
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