Busto parking horror show

Alcuni dei maggiori posteggi gratuiti della città, abbandonati al fango, attendono, in qualche caso da molto tempo, interventi di miglioria non secondari

Sterrati e pieni di buche, alcuni dei maggiori posteggi gratuiti della città offrono sì spazi preziosi, ma anche uno spettacolo desolante, come ben sanno i loro habitué. Il prezzo da pagare… per non pagare alcun prezzo è alto. Intasamento, manovre difficili, in centro; buche insidiose, di giorno e ancora più di notte, e fango, ovunque. La stagione invernale decisamente non è un buon momento per questi luoghi, già martoriati dalle piogge del "monsone" d’autunno: il ciclo di geli e disgeli alterna lastroni in agguato a fango tenace e appiccicoso. Se piove, non parliamone. Un breve giro d’orizzonte di alcuni luoghi deputati al posteggio delle automobili indica una delle priorità che, se non altro per pubblica decenza, si potrebbe umilmente suggerire all’amministrazione prossima ventura, quale che sia. Ci rendiamo conto dei costi e della burocrazia per i lavori, e dei vincoli di spesa cui le finanze comunali sono costrette; non possiamo non rilevare, quale segno dei tempi, quanta cura possa invece mettere il primo supermercato di medie dimensioni nel realizzare in quattro e quattr’otto il suo ampio, ben asfaltato e soprattutto gratuito posteggio.

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Posteggi nel fango a Busto 4 di 24

– PalaYamamaY
Per essere il posteggio del bel palazzetto in cui gioca una delle migliori squadre di volley femminile d’Italia, non è esattamente al meglio, ecco. Anche qui buche, ghiaccio a lastroni, mota in abbondanza e un paesaggio che ricorda l’Acquamorta del Bertoldo interpretato dall’immortale Ugo Tognazzi: mancano solo le rane in sottofondo. Forse l”asfaltatura integrale renderebbe d’estate la zona un forno insopportabile, ma qualche soluzione per abbellire e rendere più transitabile l’enorme spiazzo andrà pur trovata, possibilmente senza dover per forza attendere il futuro allargamento di viale Gabardi.
-San Michele
Ha il coraggio di comparire anche sui nuovi cartelli posizionati in centro per ovviare alla chiusura di gran parte di piazza Vittorio Emanuele II (proseguita benchè la rimozione del monumento ai caduti sia completata da un pezzo e gli scavi per l’autosilo ancora lontani settimane), ma per pudore sarebbe stato meglio coprire l’indicazione con un telo nero. L’affollamento in certi momenti della giornata, lamiera contro lamiera, vi è al limite del credibile per le condizioni, da noi più volte descritte. Se almeno non ci fossero buche enormi ovunque; se almeno la pioggia non togliesse letteralmente alcuni posti auto, dai quali con il fango e pozzanghere profonde fino a trenta centimetri diventa impossibile entrare o uscire dall’auto, quando non estricare la medesima da una palta in stile "disgelo russo", con le gomme che slittano. La situazione è identica da anni. Qui una mano d’asfalto è un intervento non rinviabile, in attesa di novità sul futuro dell’area.
-via Solferino
Posteggio a disco orario nuovissimo e decisamente comodo, dietro l’angolo di piazza San Giovanni, che con intelligente iniziativa l’amministrazione ha creato laddove erano state abbattute le vecchie case di via Solferino nell’ambito del piano Soceba per la riqualificazione del centro. Peccato che, a parte, l’accesso angusto su cui nulla si può fare, nelle poche settimane di vita n cui ha già assunto l’aria della più italica provvisorietà permanente, piogge, neve, geli e quant’altro abbiano già ridotto il fondo ad un gibboso banco di prova per ammortizzatori. Provate ad attraversarlo a piedi al buio, in totale mancanza di illuminazione: c’è da finire sedere a terra. Se cadete dal lato giusto.
-Vicolo Landriani
Questo è un parcheggio futuro, nel senso che si è appena iniziato a lavorarvi: non ci si può quindi lamentare, in tutta onestà. Una ditta sta provvedendo a sgomberare le macerie presenti, preparando il terreno per chi completerà i lavori trasformando questo ampio spazio, capace di accogliere, si stima, oltre trecento auto, in un posteggio almeno temporaneo per la durata dei lavori del futuro autosilo della (non così vicina) piazza Vittorio Emanuele II. Un effetto positivo potrebbe risultarne tra l’altro per il commercio (e i residenti) di via Zappellini. Per ora, è stato solo reso accessibile lo spiazzo, utilizzato da poche automobili e ancora in parte ingombro. Anche qui, per ora, a farla da padrone è la nuda terra.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2011
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