Campagna contro la terza “industria” del paese

L'Associazione AND lancia una nuova campagna contro il gioco d'azzardo legale. Un'iniziativa che coinvolgerà esercizi commerciali e uffici postali

Una delle locandine che verranno utilizzate dall'associaizone ANDL’Associazione AND – Azzardo e Nuove Dipendenze (attiva dal 2003 nel campo della prevenzione, sensibilizzazione e trattamento sul gioco d’azzardo patologico) lancia una nuova campagna di allerta finalizzata a segnalare i rischi del gioco d’azzardo legale.

Attraverso comunicati periodici che si susseguiranno per tutto il 2011, accompagnando gli eventi significativi collegati al settore dei giochi d’azzardo leciti, la campagna di sensibilizzazione di volta in volta sottolineerà il rischio sistemico derivante dalla capillarizzazione di tale forma di consumo che ha invaso ormai tutte le sfere del vivere quotidiano.

Nel 2011 arriveranno in qualsiasi esercizio commerciale (dove a breve ci si potrà giocare il resto della spesa), negli uffici postali (che potranno vendere Gratta e Vinci), e queste offerte andranno ad aggiungersi a quelle ubicate nelle tabaccherie (ormai super attrezzati luoghi di gioco), per non parlare poi delle innumerevoli slot machine installate nei bar, nei corridoi della metropolitana, nelle astanterie delle stazioni ferroviarie o degli aeroporti, delle sale giochi cittadine dedicate alle Videolotterie, dei luoghi per fare scommesse sportive, delle sale Bingo, dei cash game online e live, fino ad arrivare agli ormai “emarginati” ed extraterritoriali Casinò …

C’è un limite alla sostenibilità di questo “mercato”, che oggi è diventato la 3° industria del Bel Paese dopo ENI ed Enel, dato che sono stati consumati in giochi d’azzardo legali quasi 61 miliardi di euro l’anno scorso (e si prevede che nel 2011 ne vengano spesi 70 miliardi)?
Chi è davvero responsabile dell’impoverimento delle famiglie derivante da tale scellerata accelerazione di questa forma di consumo? Sono davvero solo i giocatori?

Come mai non si agisce in Parlamento e Senato per arrestare questa allarmante deriva socioeconomica (dal momento che, a fronte di un aumento di spesa del 34%, nel 2010 l’erario avrà incassato un 25% in meno dell’anno precedente) e anzi si va nella direzione opposta?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2011
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