Comunità Giovanile dedica la sua Giöbia ai forzati delle slot machine

Giovedì 27 in vicolo Carpi si brucia... il gioco d'azzardo

Anche quest’anno Comunità Giovanile partecipa alla tradizionale festa con una Gioeübia che di tradizionale ha ben poco. Giovedì 27 gennaio presso la sede di vicolo Carpi 5, Busto Arsizio, terrà una cena bustocca (quella sì tradizionale) alle ore 19.30, a cui seguirà il falò della "vecchia".
"Non è solo l’inverno che vogliamo scacciare bruciando il nostro mesto fantoccio, incantato e incatenato davanti a una slot-machine" scrivono quelli di vicolo Carpi; "è il dilagare di una nuova forma di dipendenza, che sta assumendo contorni sempre più foschi: quella dal gioco d’azzardo".
Comunità Giovanile collabora per questo progetto con l’associazione “AND – Azzardo e Nuove Dipendenze”, impegnata da anni nella prevenzione, nella sensibilizzazione e nella cura di questa vera e propria piaga sociale.
"Questa nuova forma di schiavitù sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti (61 miliardi di euro è il fatturato stimato di tutti i giochi d’azzardo legali nel 2010), devastando e distruggendo il nostro ormai fragile tessuto sociale; situazione palese, sotto gli occhi di tutti, ma fondamentalmente misconosciuta" la denuncia.
"I giochi a pagamento hanno l’aspetto rassicurante, facile, sicuro e divertente che la pubblicità ci vuol far vedere. Si stanno diffondendo a macchia d’olio in tutte le città e i paesi d’Italia, con l’aumento esponenziale di sale da gioco, slot-machine negli esercizi commerciali, gratta e vinci, lotterie e centri per le scommesse sportive, per non parlare del gioco on-line. Pochi si rendono conto della loro reale insidia".
Spesso, insiste CG, chi cade vittima della “febbre da gioco” non è, come si potrebbe pensare, una persona sola e fragile che fa dell’azzardo e del rischio la sua principale ragione di vita, seguendo ciecamente l’illusione di una facile e risolutiva vincita. Le vittime del gioco ormai appartengono ad ogni strato sociale e ad ogni fascia di età, anche se sono sempre di più i giovani e i giovanissimi che finiscono in questa spirale, rischiando di compromettere il loro futuro e coinvolgendo inesorabilmente nel loro gioco perverso famiglie e amici.
"Siamo sicuri che il modo migliore per prevenire e combattere questa forma di dipendenza sia la vita sociale, la comunità, la condivisione delle proprie esperienze, la realizzazione di sé stessi e la coltivazione dei propri interessi. Comunità Giovanile si muove da più di 20 anni in questo senso, dando ai giovani spazi, opportunità, occasioni di incontro, confronto e dibattito.
Speriamo che la nostra poco ortodossa Gioeübia possa essere un’occasione di riflessione e presa di posizione su un problema di cui quasi nessuno, per indifferenza, per interesse o per opportunismo, ha l’onestà e il coraggio di parlare".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2011
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