Cultura, un “pane” a cui Cardano non vuole rinunciare

Il Cineteatro Auditorium di piazza Mazzini ospiterà gli appuntamenti del cartellone di Scenaperta Off

Con la cultura forse non si mangia, ma è un pane dell’anima a cui Cardano non vuole rinunciare. Anche quest’anno il Cineteatro Auditorium di piazza Mazzini ospiterà gli appuntamenti del cartellone di Scenaperta Off, la rassegna del Polo teatrale dell’Altomilanese alla sua undicesima edizione, che a Cardano proporrà tre spettacoli che porteranno il teatro di qualità nella nostra città. Anche nomi importanti, come quello di Lucrezia Lante della Rovere che recita nello spettacolo “Malumore”, scritto dalla nota giornalista Concita De Gregorio, e con appuntamenti di grande significato come lo spettacolo dedicato alla Giornata della Memoria.

Quest’ultimo, in programma domenica 23 gennaio alle 21, rappresenterà l’opening night di Scenaperta Off a Cardano: una scelta significativa, vista la tematica d’impegno che coincide con l’evento ufficiale del Comune di Cardano al Campo per celebrare la Giornata della Memoria.

ScenAperta OFF Cardano al Campo Stagione Teatrale 2010/2011
Domenica 23 gennaio 2011 (in occasione della Giornata della Memoria)
7 bambine ebree. Far Away
di Caryl Churchill
traduzioni di Masolino D’Amico e Pino Tierno
con Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Annig Raimondi
regia Annig Raimondi
una produzione Pacta . dei Teatri
In “7 Bambine ebree”, scritta nel 2009 dopo una campagna militare israeliana a Gaza, sette adulti suggeriscono cosa dire, e cosa non dire, a sette bambine ebree di epoche differenti. E’ un viaggio storico di un popolo, dalla condizione di vittima a quella di aggressore. Dall’Olocausto ai fatti di Gaza, l’attenzione dell’autrice si focalizza proprio sulla confusione che permea l’identità ebraica. Certamente nel suo risultato finale è un atto d’accusa, ma contro la guerra e la sopraffazione. Far Away, scritta nel 2000 anticipando il clima del post 11 settembre, si basa sul presupposto di un mondo in cui tutto in natura è in guerra. Rappresenta una realtà corrotta e dispotica dove succedono cose insensate e bizzarre: l’oltraggio e la violenza sono considerati normali, non ci si può fidare di nessuno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 gennaio 2011
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