Date all’Italia un futuro digitale, entro 100 giorni

Parte dal web una raccolta firme per chiedere al Governo una strategia per l'innovazione. Tra i promotori Jovanotti, De Biase, Bernabè e anche un docente dell'Insubria

"Diamo all’Italia una strategia digitale": è questo l’appello lanciato oggi da oltre cento esponenti della cultura, dell’innovazione e del giornalismo di questo paese. Il progetto Agenda Digitale è una sorta di raccolta firme, per chiedere al governo di creare un programma per l’innovazione digitale dell’Italia, entro 100 giorni.

Sul web se ne parlava da qualche settimana, ma a dare il via è stata l’inserzione a pagamento apparsa oggi a piena pagina sul Corriere della Sera. Accanto allo slogan, "L’Italia riparta da Internet e dalla tecnologia", sono apparse le firme dei cento sostenitori: dall’amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabè a quello di Vodafone Paolo Bertoluzzo, passando persino da Jovanotti, dal giornalista Luca De Biase e dal blogger Marco Montemagno.

Tra i primi cento firmatari di Agenda Digitale c’è anche un docente dell’Insubria di Varese, Francesco Sacco (foto). Sacco è un esperto di strategia aziendale e parla spesso di questi temi sul Sole 24Ore, sul Corriere e su Repubblica.

«Quello che chiediamo è di definire una strategia per affrontare l’era della digitalizzazione», spiega Sacco, «Se il XIX secolo era caratterizzato dalle macchine a vapore e il XX secolo dall’elettricità, il XXI è il secolo del digitale, e sembra che il nostro paese non si stia preparando a quest’epoca». Un rischio che pochi paesi stanno correndo: oltre all’Italia, in Europa hanno programmi così esili solo il Vaticano e il Lussemburgo. La Spagna ha deciso di investire il 4% del PIL in innovazione entro il 2015, mentre in Francia Sarkozy ha aumentato di 500 milioni di euro l’investimento in ricerca e sviluppo. In Italia, in programma, non esiste nulla di tutto ciò. 

Il rischio, per il prossimo futuro, è quello di perdere competitività e posti di lavoro: «Siamo nel secolo della digitalizzazione e ci stiamo arrivando in modo quasi distratto, dobbiamo costruire un programma per affrontare coscientemente questa migrazione». L’associazione è apolitica e non si pone negativamente nei confronti delle istituzioni: «Non siamo contro la politica», continua Sacco, «Anzi vogliamo essere costruttivi. Siamo un gruppo di persone che, collettivamente, si sono accorte di questa carenza, e che vorrebbero migliorare le cose. L’aiuto di tutti sarà per noi fondamentale».

L’associazione Agenda Digitale sta usando proprio il web (usato da metà della popolazione del nostro paese) per sensibilizzare le forze politiche. In poche ore sono già state raccolte oltre 5.200 firme e, se siete interessati, potete partecipare anche voi.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2011
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