Discariche addio. L’Europa vuole il riciclaggio

Entro il 2013, gli stati dell'Unione europea dovranno ammodernare i loro piani di gestione dei rifiuti che spesso sono preziosi per gli elementi che contengono

La normativa europea prevede che gli Stati membri ammodernino i loro piani di gestione dei rifiuti, predispongano appositi programmi di prevenzione entro il 2013, e riciclino il 50% dei rifiuti urbani e il 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione entro il 2020. 

Ogni famiglia, in media, getta ogni anno 500 euro nella spazzatura: il 25% del cibo acquistato viene infatti buttato, ma con piccoli accorgimenti più della metà potrebbe essere riutilizzato. In Italia ogni persona butta circa 150 kg di cibo l’anno, dato simile a quello degli altri stati della UE. I rifiuti, che sono in aumento negli stati europei, costituiscono una risorsa non pienamente sfruttata. La Commissione europea sulla gestione dei rifiuti, preoccupata, ha detto che è necessario vietare i dannosi processi di smaltimento in discarica, promuovere maggiormente il riciclaggio e rendere più coerente la progettazione dei prodotti e le politiche in materia di rifiuti, oltre a sensibilizzare i cittadini. 

Il commissario UE per l’ambiente, Janez Potočnik, ha ammonito sulle gravi conseguenze ambientali di un’amministrazione poco responsabile di questi materiali, e ha richiamato l’attenzione sulla necessità di ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Si è, poi, soffermato sull’importanza del riciclaggio, con le seguenti parole: "Ogni cellulare contiene oro, platino, palladio e rame: tutte risorse rare in Europa. Non si tratta di rifiuti da interrare o incenerire, ma di risorse che dovremmo rispettare, anche perché il riciclaggio è un’attività che crea posti di lavoro". In certi rifiuti è possibile estrarre materie prime, che costituiscono dunque una risorsa preziosa per il nostro sviluppo. Inoltre, riciclare più materiale significa anche creare lavoro: secondo le stime, il potenziale è di circa creare mezzo milione di posti.

L’Europa ha fissato anche un calendario preciso, con un periodo transitorio di due anni a disposizione degli Stati per allinearsi alla norma, ma al termine previsto, il 12 dicembre scorso, solo pochi l’ avevano rispettato. Scatteranno così presto le procedure previste per chi non ha fatto quanto richiesto dalla direttiva rifiuti, con un percorso che potrebbe portare i Paesi inadempienti alla Corte di Giustizia. L’anno prossimo saranno adottate misure concrete per creare una società europea fondata sull’ impiego efficiente delle risorse sul riciclaggio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 gennaio 2011
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