Dodici volontari “vigilano” su Besozzo

Sono entrata ufficialmente in servizio la ronda cittadina. Il Comune ha consegnato i locali all'associaizone Aiuto, solidarietà e sicurezza

I vigilantes insieme al primo cittadino di Besozzo, Fabio RizziSi erano presentati il 5 novembre scorso. Poi il battesimo in occasione dell’apertura delle festività natalizie. Quindi, uno stop per questioni burocratiche: mancavano attestati e pettorine da parte della Prefettura.
Risolte anche le ultime pratiche burocratiche, i "vigilantes" dell’Associazione Aiuto Solidarietà e Sicurezza di Angelo Amoruso hanno preso possesso ufficialmente del loro ufficio a Besozzo, un locale consegnato dall’amministrazione collocato alla stazione, vicino alla pesa. 
Da oggi, domenica 30 gennaio, i dodici volontari cominciano ufficialmente a pattugliare le strade del piccolo comune secondo gli orari e le modalità condivise con il corpo di polizia municipale e i carabinieri: « Il nostro sarà solo un compito di osservatori – ricorda Amoruso – segnaleremo alle forze competenti, situazioni di difficoltà».
Due ore alla mattina, due al pomeriggio e due in serata: all’inzio i volontari,a gruppi di tre, saranno impegnati nelle zone calde, da Bogno alla stazione, dal centro al faro: « In futuro garantiremo anche una copertura notturna, tra le due e le quattro» spiega ancora Amoruso che ha depositato in Prefettura la richiesta per "assoldare" , una volta espletati i controlli e fatto il corso, un’altra ventina di volontari: « Ci stiamo allargando anche territorialmente. Abbiamo presentato il progetto in comuni del territorio e presto sigleremo nuove convenzioni».

L’entrata in scena dei vigilantes non è nuova a Besozzo: « La prima uscita è avvenuta il 26 novembre. In quell’occasioni in molti ci guardavano un po’ straniti. Poi il comandante della Polizia locale ci ha presentato e tutti sono rimasti soddisfatti. La popolazione si sente più tranquilla, più tutelata. E non esiste un pregiudizio di natura politica: tutti hanno compreso il nostro ruolo, al di là della paternità dell’iniziativa».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2011
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