E’ confermato: i varesini attendono i saldi

Una indagine conoscitiva di Confcommercio Varese ha spiegato come non ci siano stati crolli nelle vendite di dicembre ma come i clienti siano stati finora "prudenti". In attesa del 6 gennaio

Niente crolli nelle spese ma nemmeno fuochi d’artificio di acquisti per i varesini sotto Natale.
Il temuto crollo del 30% della spesa non è avvenuto, ma se non si può certo dire che c’è da stappare lo spumante: e adesso quindi, tutti (negozianti e clienti) aspettano i saldi.

Giorgio AngelucciA dirlo è una innanzitutto una indagine sui consumi di Natale e di Capodanno effettuato da Confcommercio Ascom Varese su un campione di negozi tradizionali: che precisa come a festeggiare di più, come ormai da tanti anni, anche quest’anno sono stati i negozi di elettrodomestici. A piangere, invece, i negozi d’abbigliamento, considerato anche la vicinanza tra Natale e i saldi invernali.  «Le vendite hanno avuto un flusso ondivago, o a macchia di leopardo – ha spiegato Giorgio Angelucci, presidente di Confcommercio Ascom Varese – perché i consumatori hanno privilegiato una serie di prodotti che sono perfettamente in linea con le scelte d’acquisto degli anni scorsi, come ad esempio l’elettronica di consumo, la telefonia e i prodotti di nicchia».

Angelucci, che è anche proprietario di uno dei negozi storici d’abbigliamento della città giardino, conferma invece la tendenza negativa nell’abbigliamento e nelle calzature soprattutto per quanto riguarda i capi costosi. «La propensione generale agli acquisti – precisa Angelucci – si è dimostrata assolutamente prudente anche per quelle fasce di clientela con redditi medio alti, un risultato facilmente intuibile vista la vicinanza del mese di dicembre con l’imminente apertura della stagione dei saldi. Ad assumere tale atteggiamento gioca come forte motivazione una crisi economica non ancora risolta ed il perdurare di un diffuso pessimismo che ormai si è ben radicato nel comun sentire dei consumatori».

Modesta anche la frequentazione dei negozi varesini da parte della clientela straniera – in gran parte svizzera – che pur con il cambio favorevole, non ha ritenuto opportuno varcare la frontiera per fare acquisti nella nostra città.  E circoscritto e contenuto è stato anche il ricambio di clientela nei punti vendita, tant’è che i negozianti intervistati dichiarano che i ricavi derivano per oltre l’80 per cento dalla spesa della clientela abituale.

Insomma, per vedere come va questo settore culla del made in Italy, non resta che aspettare i saldi, che iniziano quest’anno il 6 gennnaio e che già delle indagini lombarde dicono essere particolarmente attese dai varesini.  «E’ evidente – conclude infatti il Presidente dei commercianti – che il quadro complessivo dovrà essere meglio valutato alla luce delle prime due settimane dei saldi per avere maggiori certezze sull’andamento dei consumi che comunque, come giudizio generale, si può giudicare prudenziale da parte dei consumatori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 gennaio 2011
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