Federalismo fiscale

A cosa serve e cosa cambierà. I tempi per l'approvazione

Nel 2009 il Parlamento ha delegato il Governo a realizzare una riforma capace di attuare i contenuti dell’articolo 119 della Costituzione, che riguarda l’autonomia finanziaria degli enti locali. Per farlo è stato utilizzato lo schema del decreto legislativo: il Parlamento approva una legge, cosiddetta “delega” che fissa i principi, i limiti e i tempi entro i quali il Governo deve operare tramite decreti legislativi attuativi. La legge è la numero 42 del 5 maggio 2009.

A cosa serve la legge
Con l’approvazione della legge delega 5 maggio 2009 n. 42 il Parlamento ha avviato un percorso di ridefinizione dell’assetto dei rapporti economici e finanziari tra lo Stato, le Regioni e gli enti locali, con l’obiettivo di completare il processo di transizione del nostro ordinamento verso la valorizzazione del sistema delle autonomie territoriali.

Cosa è stato fatto finora
A seguito del parere espresso dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale sono stati adottati questi decreti legislativi:
Decreto-legislativo 28 maggio 2010, n. 85, "Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42", c.d. federalismo demaniale (trasmesso alla Commissione parlamentare per il federalismo fiscale il 18 marzo 2010, Atto del Governo n. 196 , parere espresso dalla Commissione il 19 maggio 2010);
Decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156, Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale (trasmesso alla Commissione parlamentare per il federalismo fiscale l’8 settembre 2010, Atto del Governo n. 241 , parere espresso dalla Commissione il 16 settembre 2010).
E’ stato inoltre trasmesso alla Commissione parlamentare per il federalismo fiscale lo schema di decreto legislativo, Atto del Governo n. 240 , recante disposizioni di materia di determinazione dei fabbisogni standard di comuni, città metropolitane e province.

Il decreto sul federalismo comunale
La commissione Bicamerale di attuazione è chiamata ad esaminare il quarto decreto attuativo del federalismo riguardante l’autonomia fiscale dei comuni.
Il dlgs attribuisce ai sindaci: una compartecipazione del 21,7% sul gettito della cedolare secca sugli affitti; una compartecipazione del 2% all’Irpef maturata sul territorio; il 30 % del gettito delle imposte di registro, di bollo, ipotecaria e catastale; l’imposta municipale (Imu) sul possesso che nascerà nel 2014 per sostituire Ici e Irpef sui redditi fondiari e avrà un’aliquota del 7,6%; il 50% delle gettito recuperato sull’evasione fiscale e il 75% degli incassi derivanti dall’emersione delle case fantasma. E’ inoltre prevista la possibilità di istituire un’imposta di scopo per finanziare le opere pubbliche e una tassa di soggiorno fino a 5 euro per ogni notte in albergo.

Le altre tappe
Superata la Bicamerale il decreto legislativo sul fisco comunale dovrà tornare in consiglio dei Ministri per il via libero definitivo. La Commissione Bicamerale dovrà comunque esaminare altri quattro decreti: fisco regionale, provinciale e standard sanitari (entro il 31 marzo); premi e sanzioni per regioni ed enti locali; armonizzazione dei bilanci pubblici; interventi di coesione con i fondi Ue.

Scadenza: 21 maggio 2011 (prevista dalla legge delega 42 del 2009)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2011
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