“Gli aerei inquinano, perché i sindaci non fanno nulla?”

La sentenza Quintavalle, nel 2008, mise nero su bianco gli effetti sui boschi. UniCoMal chiese ai sindaci di fare studi sugli effetti sugli esseri umani: solo Casorate Sempione si è attivata

L’inquinamento nelle zone sotto le rotte di Malpensa esiste, cosa aspettano i sindaci a muoversi? UniCoMal (unione dei comitati di Malpensa) torna alla carica sull’impatto ambientale dell’aeroporto e lo fa riprendendo la cosiddetta "sentenza Quintavalle", che nel 2008 ha messo nero su bianco e quantificato economicamente i danni subiti da un’azienda agricola di Somma Lombardo (nella foto, i boschi morenti): "È sembrato automatico – dice Beppe Balzarini, presidente UniCoMal – il sillogismo "alberi sotto agli aerei = danno ai vegetali, uomini sotto agli aerei = danno agli esseri umani". Naturalmente non facile da dimostrare, ma una serie di elementi autorizza a sostenere che sia necessaria grande attenzione alla qualità della vita, principio garantito dalla Costituzione". Tra questi, il legame scientifico tra esposizione al rumore e ipertensione e lo stesso accordo di delocalizzazione, che riconosce appunto di un danno ambientale.
 
UniCoMal chiese due anni fa un passo in vanti per la tutela della salute. E lo chiese ai sindaci, che per la legge sono i primi responsabili sanitari sul territorio. "Ritenendo possa sussistere grave pericolo per la salute umana si pone quindi – sosteneva UNI.CO.MAL. Lombardia – necessità ed urgenza di azioni appropriate". Il risultato di quella azione è quasi sconfortante: solo Casorate Sempione e Lonate Pozzolo si sono attivati (in modo diverso), gli altri si sono limitati a inoltrare la sentenza all’Arpa o hanno fatto spallucce. "Il Comune di Casorate ha provveduto ad effettuare in proprio un monitoraggio dell’inquinamento atmosferico sul proprio territorio, commissionandolo ad una Società privata specializzata, con l’obiettivo di ricercare proprio gli inquinanti specifici emessi dai propulsori degli aerei". Studio che si sta per concludere e i cui risultati saranno disponibili in tempi non lunghi. Lonate Pozzolo votò almeno una delibera di giuntache però pare non aver avuto riscontri pratici successivi. "I Comuni di Castano Primo, Golasecca, Nosate, Robecchetto con Induno e Turbigo hanno segnalato di aver trasmesso per competenza ad ASL e ad ARPA quanto ricevuto". Mentre non vi fu risposta da Arsago Seprio, Busto Arsizio, Cardano al Campo, Ferno, Gallarate, Samarate, Sesto Calende, Somma Lombardo, Vergiate e Vizzola Ticino.

L’allarme, prosegue poi Balzarini, è legato alle prospettive di crescita dell’aeroporto, che Sea vorrebbe portare a 45-50 milioni di passeggeri. "Considerato l’insopportabile disagio già sperimentato con i 7-800 voli/giorno degli anni 2006 e 2007, quale vivibilità e quali conseguenze si possono ipotizzare per gli abitanti dei 38 Comuni esistenti nel raggio di 10 chilometri dalle piste quando il traffico sarà di 1500-1600 movimenti aerei/giorno?". E UniCoMal ricorda anche un altro aspetto, già sollevato in un convegno pubblico: l’inquinamento non è solo quello degli aerei, ma anche quello dei milioni di veicoli che si muovono sulle strade intorno all’aeroporto, prima tra tutte la statale 336: passeggeri e lavoratori aeroportuali che a migliaia si muovono ogni giorno, in gran parte su mezzi privati o comunque su gomma. Ironia della sorte: proprio l’inquinamento stradale viene contrapposto spesso a quello aereo, all’insegna del "tanto inquinano già le auto". Mentre i due fenomeni sono, almeno in parte, collegati.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 gennaio 2011
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