Gli insegnanti contro la Gelmini: “Non vogliamo essere valutati”

Dopo Torino, Napoli e Cagliari, anche gli insegnanti di Milano rifiutano di aderire alla proposta di sottoporsi ad un comitato di valutazione. I termini per la sperimentazione scadono il 7 febbraio

Non trova sostenitori la proposta del Ministro Gelmini di avviare una sperimentazione sul merito. L’idea, annunciata a novembre, sta ricevendo bocciature generalizzate. Dopo il no da parte degli insegnanti delle province di Napoli, Torino e Cagliari, anche i professori di Milano, inserita nell’elenco in seconda battuta, stanno dimostrando poco sostegno a quello che vorrebbe essere uno dei capisaldi della Riforma della scuola.

Il termine per aderire alla sperimentazione è stato prorogato al 7 febbraio, ma il reclutamento dei volontari accusa continui contraccolpi. In totale finora , ha scoperto la rivista di settore Tuttoscuola, nei 36 istituti di tutti i livelli non si è raggiunto il quorum minimo necessario per avviare la sperimentazione.

Spiega Tuttoscuola: “Per la realizzazione del progetto, che riguarda i singoli docenti disposti ad aderire volontariamente alla valutazione della loro capacità professionale, dovrebbe essere costituito in ogni scuola dei territori interessati un nucleo di valutazione composto dal preside, da due professori eletti dal Collegio dei docenti e dal presidente del Consiglio di istituto (in qualità di osservatore). La valutazione dovrebbe considerare il curriculum vitae, il documento di valutazione redatto dal nucleo di valutazione, il giudizio sui docenti espresso dai genitori. Ma molti collegi a quanto risulta sono  orientati a boicottare il nucleo rifiutando di eleggere i due colleghi che dovrebbero farne parte.
Le motivazioni? A quanto trapela dalle scarne informazioni che provengono dalle scuole, gli insegnanti percepirebbero come umiliante soprattutto il fatto di essere giudicati dai propri colleghi, e condizionante per la loro libertà di insegnamento la presenza di diritto del dirigente scolastico nel nucleo di valutazione, e anche l’acquisizione del giudizio dei genitori. Insomma è proprio l’idea di essere giudicati a non essere accolta dagli insegnanti…”
 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2011
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