I finiani abbandonano le partecipate, Ferrazzi li chiama a raccolta

Dopo le dimissioni di Carabelli e il siluramento di Franco Liccati (3SG-Camelot), lasciano gli incarichi i restanti finiani. "Visione padronale" nella gestione del Pdl gallaratese. "Caravati in 3SG? È incompatibile"

daniel ferrazziProsegue la resa dei conti fra i "finiani"di Fli e il PdL "caianielliano" a Gallarate. Stamane Luca Daniel Ferrazzi (foto) ha riunito i suoi nella città dei due Galli e convocato la stampa per annunciare le dimissioni dagli incarichi ricoperti anche degli ultimi rappresentanti "in quota" Fli nelle partecipate cittadine. Si tratta di Marcello Stanzione, che lascia la vicepresidenza di Amsc spa a sei mesi dalla nomina, di Giorgio Eustacchio, consigliere d’amministrazione in Amsc commerciale gas; e di Alessandro Cattaneo, revisore dei conti per 3SG (Camelot), dimessosi, spiegano i rappresentanti di Fli, «prima di tutto per professionalità di fronte a certi giochetti, non tanto per questione politica».
Queste dimissioni fanno seguito a quelle dell’assessore Luca Carabelli, formalizzate a fine anno. Ma «la vera goccia che ha fatto traboccare il vaso», come la mettono i finiani, è stata la revoca del mandato al presidente della 3SG Franco Liccati, «atto gravissimo» e che l’interessato, ringraziando tutti per la solidarietà ricevuta, ritiene legato alla sua opposizione alla nomina, caldeggiata dal PdL, di un direttore generale, «una donna, di fuori provincia e con importanti incarichi nel partito». La vicenda legata alla casa di riposo Camelot si complica ulteriomente, poi, dal momento che, novità di oggi rilanciata dai finiani, il vicesindaco Paolo Caravati, nominato al posto di Liccati con un blitz, risulterebbe incompatibile a fronte del dpr 168/2010, che dispone passino almeno tre anni fra la presenza di una persona all’interno di una pubblica amministrazione e la possibilità di nominarla nelle società da questa partecipate.
I dimissionari – con il "dimissionato" Liccati – erano presenti oggi al fianco di Ferrazzi, con il consigliere provinciale Marco Colombo, per esporre le ragioni di Fli, che sono di tipo amministrativo e pragmatico più che ideologiche. Nella sostanza il discorso di Ferrazzi e dei suoi è il seguente: a Gallarate il PdL è gestito in modo inaccettabilmente verticistico, «con visione padronale, e quando dicono che si vuole includere, si include sì, ma come camerieri». Noi non siamo contro il PdL in sè, dicono Ferrazzi e i suoi, ma contro il modo in cui viene gestito: «come un’azienda con un padrone, dove o esegui gli ordini o sei fuori». Il nome di Nino Caianiello non è mai stato fatto una sola volta, ma lo si è evocato a più riprese parlando anche di Amsc. Gravi preoccupazioni sono state espresse dagli esponenti di Fli per l’assenza di attività programmatoria per il futuro da parte di un’amministrazione che Ferrazzi reputa sia ormai alla fine del suo corso, per quanto dalla Prefettura sia giunto un via libera alla sua continuazione anche dopo l’abbandono del sindaco Mucci, passato al nuovo incarico a capo dell’Asl di Sondrio.
«Meglio tre mesi di commissariamento, non sarebbe la fine del mondo» dice l’ex assessore regionale. In futuro, osservano preoccupati da Fli, la città di Gallarate dovrà caricarsi oneri gravosi per la gestione del MAGA, struttura prestigiosa ma che costa due milioni l’anno, e per la situazione debitoria del gruppo Amsc («3,3 milioni di debito con il Comune, 1,3 milioni di mutui di cui è stato negoziato il congelamento dei pagamenti» riferiscono i finiani).
«In questo scenario» osserva Ferrazzi, «l’amministrazione ha semplicemente posticipato i debiti"», e nel 2011 arriverà l’onda, come si suol dire, dato che i trasferimenti statali a Gallarate saranno tagliati di 1,4 milioni di euro. «Il risultato sarà che si finirà per tagliare sul sociale» denuncia Liccati, «e non si possono far pagare alle classi sociali più deboli opere come il MAGA o gestioni come quella di Amsc».
Con tutto ciò, la posizione di Futuro e Libertà a Gallarate non è ancora quella di una rottura definitiva con il PdL. «Siamo di centrodestra, anzi qualcosa di più, e lo restiamo, c’è chi è impegnato fin da ragazzino a destra, a differenza di altri» rivendica Ferrazzi, «quindi basta bollarci come ‘comunisti’ o altro, mai ci alleeremo con forze di sinistra o centrosinistra». La residua apertura di credito nei confronti del PdL è però legata, necessariamente, ad un cambio delle modalità di gestione. In caso contrario, si aprirà la stagione dell’alternativa di centrodestra. Da lunedì 10 gennaio, quando si ritroveranno a Gallarate, Ferrazzi e i finiani saranno al lavoro sul programma per la città e le alleanze.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 gennaio 2011
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