“I pesciolini estetisti? Meglio che restino in vasca”

I Garra Rufa, pesci che mangiano pelle morta utilizzati da un salone estetico varesino, hanno preoccupato i nostri lettori. E anche il biologo ci mette in guardia, casomai finissero nel lago...

pesci estetistiI pesciolini estetisti di cui vi abbiamo parlato a fine anno vi hanno veramente colpito: i pesci che si mangiano i vostri duroni, la psoriasi e chissà che altro, messi in vetrina da un centro estetico varesino tra i primi in Italia, vi ha suscitato grande curiosità.

Ma anche perplessità, espresse in alcune lettere arrivate nei primi giorni dell’anno, il cui tenore era questo: «A proposito dei pesciolini estetisti, sembrerebbe una buona idea, ma dopo, se non saranno più di moda, cosa ne faranno dei pesciolini? Frittura? non penso proprio, temo invece che saranno buttati nel water…..che brutta fine; temo ancora di più che se ne libereranno buttandoli in qualche roggia o fiume o lago della provincia con il risultato di incrementare la popolazione della fauna ittica alloctona (non originaria delle nostre acque), di siluri e affini ne abbiamo già abbastanza, vorrei che qualcuno vigilasse a dovere» si preoccupa Massimo, da Tradate.

«Volevo solo fare un appunto a proposito dei Garra Rufa,spero vivamente che vi sia uno stretto controllo sullo spostamento dei pesci perché non si conosce l’impattoche che avrebbero sul nostro ecosistema in caso sfuggissero.Mi auguro che i controlli siano stretti perché non abbiamo bisogno di un altro alloctono nelle nostre acque già martoriate» spiega invece Massimo da Bologna. E infine un anonimo lettore sentenzia: «Le nostre acque sono popolate oramai da moltissime specie alloctone, che minacciano seriamente l’ittiofana autoctona. Non ne servono altri per peggiorare la situazione».

Abbiamo così provato a interpellare il biologo Mauro Saroglia, docente all’università dell’Insubria, per capire se le preoccupazioni dei lettori erano fondate. «Certo che lo sono: perchè si tratta di una specie alloctona che potrebbe dare seri problemi con le popolazioni ittiche e macroinvertebrati, cioè ai vermi che fanno da nutrimento di nostri pesci, e non si esclude anche che siano portatori di malattie o parassiti per le nostre specie – spiega Saroglia – Per questo motivo l’importazione di pesci come loro è regolamentata da precise indicazioni del ministero dell’ambiente, agricoltura e sanità: uso, importazione e detenzione deve essere controllato. Lo è per i pesci tropicali d’acquario, deve esserlo maggiormente per questo pesce che è d’acqua dolce e vive a temperature simili. Significa che se si disperdesse nei nostri laghi o nei nostri fiumi potrebbe sopravvivere e riprodursi».

Il problema quindi non sussiste finchè stanno nella vasca a mangiare le pelli morte, ma quando vengono lavati o spostati per qualunque motivo: non devono correre il rischio di finire nelle tubature, per esempio.   «Le conseguenze sono poco prevedibili al momento: ma è ragionevole pensare che diano problemi, come del resto è già successo con il pesce gatto o il pesce siluro».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2011
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